Mancato pagamento della cartella esattoriale - Sospensione diretta della riscossione con Equitalia (modello e trasmissione istanza)

La legge di Stabilità 2013 (legge numero 228/2012, disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato) prevede la possibilità di sospendere la riscossione direttamente con Equitalia.

La nuova disciplina ha dato forza di legge all'iniziativa attivata da Equitalia nel 2010 con una direttiva interna (n. 10/2010), con cui si consentiva ai cittadini, in alcuni specifici casi, di rivolgersi direttamente a Equitalia per chiedere la sospensione della riscossione.

Secondo le nuove norme dal 1° gennaio 2013 Equitalia dispone la sospensione immediata dell'attività di riscossione qualora il cittadino presenti una specifica dichiarazione con cui attesti che le somme richieste dall'ente creditore, attraverso Equitalia, siano state interessate da:

  1. prescrizione o decadenza del credito, prima della formazione del ruolo;
  2. provvedimento di sgravio emesso dall'ente creditore;
  3. sospensione amministrativa (dell'ente creditore) o giudiziale
  4. sentenza che abbia annullato in tutto o in parte la pretesa dell'ente creditore, emesse in un giudizio al quale il concessionario per la riscossione non ha preso parte;
  5. un pagamento effettuato, prima della formazione del ruolo
  6. qualsiasi altra causa di non esigibilità del credito.

La dichiarazione deve essere presentata entro 90 giorni dalla ricezione del primo atto di riscossione utile che si contesta (cartella di pagamento/avviso e/o atto della procedura cautelare o esecutiva), accompagnata dalla documentazione che giustifica la richiesta (es. ricevuta di pagamento, provvedimento di sgravio, sentenza e ect...) e da un documento di riconoscimento.

Il modello di dichiarazione è disponibile presso gli sportelli di Equitalia e online nel sito Equitalia.

La domanda può essere presentata agli sportelli di Equitalia, via fax, tramite raccomandata a/r oppure online, attraverso la funzionalità "Invia un'e-mail al Servizio Contribuenti" nella homepage del sito equitalia.

Sarà competenza esclusiva degli enti creditori, titolari delle somme richieste, verificare la regolarità della documentazione fornita dal contribuente e comunicare l'esito, positivo o negativo, delle verifiche sia al cittadino sia a Equitalia, alla quale dovrà anche essere inviato l'eventuale provvedimento di sospensione/sgravio/annullamento del debito.In caso di documentazione inidonea, l'ente informerà Equitalia per la ripresa dell'attività di riscossione.

Se dopo 220 giorni dalla presentazione della domanda l'ente creditore omette di inviare le comunicazioni descritte sopra, le somme contestate vengono annullate di diritto.

Nel caso in cui il contribuente produca documentazione falsa, ferma restando la responsabilità penale, si applica la sanzione amministrativa dal 100 al 200 per cento dell'ammontare delle somme dovute, con un importo minimo di 258 euro (articolo 1 - comma 541, legge numero 228/2012 ).

Restano valide le dichiarazioni già presentate a Equitalia prima delle nuove disposizioni introdotte con la legge di Stabilità 2013 attraverso il modello dell'ex direttiva numero 10/2010.

7 aprile 2012 · Rosaria Proietti

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  • ricciovolante 27 marzo 2013 at 17:07

    salve, spero di essere nella sezione corretta.
    il mio caso:
    socio accomandatario e amministratore di sas fino al 2000, società tuttora in liquidazione a causa di alcuni clienti che non hanno pagato e sono successivamente (fraudolentemente) falliti (insinuato in alcuni fallimenti ancora in corso).
    Il debito IVA e per omesse dichiarazioni che la società ha contratto a causa di indisponibilità , si è protratto fino ad ora dal momento che ero e sono nullatenente: si tratta di svariate decine di migliaia di euro, notificatimi da equitalia in varie riprese. Nessun debito verso fornitori o altro, solo verso l'erario.

    vorrei uscire dalla situazione in modo meno oneroso possibile. esiste qualche forma di concordato (anche fallimentare) che permetta la falcidia del debito (anche IVA)? sono disposto a portare i libri in tribunale ma come sas, il debito ricadrebbe comunque sulla mia persona. Potrei andare avanti indefinitamente come nullatenente ma la cosa inizia a pesare e con due genitori anziani e benestanti, non vorrei dover dare l'eventuale eredità al fisco solo per non aver vagliato tutte le possibilità (se ce ne fossero) meno onerose...Spero in una vostra considerazione se non altro per chiarirmi un pò le idee. ..grazie.

    • Simone di Saintjust 28 marzo 2013 at 06:24

      Lei è consapevole del problema e credo conosca anche l'unica soluzione percorribile. Continuare ad essere nullatenente anche dopo (di qui a cent'anni) la scomparsa dei suoi genitori. E, dunque, dovrà fare in modo che l'eredità non ci sia.

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