Rischio di pignoramento [Commento 1]

  • mastergrafic 29 ottobre 2014 at 22:09

    Anni fa ho fatto atto di separazione consensuale con il mia moglie, e davanti al giudice abbiamo stabilito le condizioni della separazione, tra cui la cessione dell'immobile in suo favore e il versamento del 25% dello stipendio per il mantenimento dei figli, il tutto per mantenere rapporti civili, anche perchè io sono spesso all'estero per lavoro.

    Adesso attendo un atto di precetto con pignoramento verso terzi (busta paga) non avendo beni aggredibili di valore. Su una busta paga di 1800 euro verso al coniuge 450 euro, inoltre mi pago l'affitto. Non avendo un pignoramento dello stipendio da parte dell'ex coniuge ma un semplice atto di separazione registrato presso il tribunale con l'indicazione della cifra da corrisponderle, cosa succede ?

    Rischio il pignoramento di un ulteriore quinto dello stipendio che si va a sommare all'assegno di mantenimento o il nuovo creditore prevale sull'ex coniuge? Come faccio a ottemperare ai miei obblighi?

    So che se non ottempero alla decisione del giudice di versare gli alimenti rischio una denuncia penale per mancata corrispondenza dalla ex e problemi a vedere i figli. So che in questi casi ci dovrebbe essere un udienza col giudice.

    Mi potete chiarire per cortesia cosa potrebbe succedere? Quale sarà la somma effettivamente pignorata? A quali norme devo fare riferimento?

    • Ludmilla Karadzic 30 ottobre 2014 at 07:43

      Il giudice, a fronte di una richiesta di pignoramento presso terzi, nella fattispecie il datore di lavoro, è chiamato a verificare che il pignoramento del 20% dello stipendio del debitore, sommato ad eventuali cessioni del quinto e/o a pignoramenti già in corso, non superi la metà della retribuzione netta percepita dal lavoratore dipendente.

      L'udienza serve proprio a questo: ad ottenere informazioni dal datore di lavoro circa le cessioni del quinto e i pignoramenti che gravano sullo stipendio. Non certamente ad acquisire la nota delle spese mensili che affliggono il debitore. Si tratta, pertanto, di una fase della procedura puramente tecnica.

      Non entrano nella discrezionalità del giudice valutazioni sull'entità degli oneri a cui il debitore deve adempiere a fronte di esborsi quali l'assegno di mantenimento, il mutuo o il canone di locazione, le utenze domestiche e via dicendo.

      Lei deve, quindi, attendersi un prelievo sulla busta paga, operato alla fonte, di importo pari a 360 euro.

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