Una class action per "vacanza rovinata" finita bene

Il Tribunale di Napoli, con sentenza numero 2195 del 18 febbraio 2013, ha accolto le doglianze avanzate da un gruppo di cittadini attraverso una class action privata contro il tour operator che aveva venduto loro un pacchetto vacanze a Zanzibar (Tanzania) per il periodo Natale-Capodanno 2009.

Gli attori si erano lamentati di non aver potuto trascorrere la vacanza alle condizioni pubblicizzate dal tour operator in quanto il resort dove erano diretti era risultato ancora in fase di ristrutturazione. Non solo. L'alloggio sostitutivo loro assegnato si era poi rivelato del tutto privo dei servizi indicati nel pacchetto, quali la spa, il frigo bar, il telefono, la cassaforte, la televisione e il collegamento wifi.

Grazie alla decisione dei giudici campani, il tour operator dovrà ora risarcire ai vacanzieri 1.300 euro ciascuno.

1 marzo 2013 · Marzia Ciunfrini

Richiedi assistenza gratuita sugli argomenti trattati nell'articolo

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su una class action per "vacanza rovinata" finita bene.

Commenti e domande dei lettori

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima autenticarti cliccando qui. Potrai anche utilizzare le icone posizionate in basso nel pannello di registrazione, che ti consentiranno l'accesso diretto con un account Facebook, Google+ o Twitter.

  • arkimede 2 marzo 2013 at 02:57

    ho un fido alla banca dove presta garanzia mia moglie, da circa 12 anni, la banca non chiede il rinnovo contrattuale del fido o richiesta documentazione reddituale. applica annualmente il costo verifica fido. il conto è continuamente in rosso considerato che abbiamo la separazione dei beni , può disconoscere mia moglie fideiussione del fido passato i 10 anni dalla firma? non ha mai firmato un assegno contrariamente ha la carta di credito sullo stesso conto

    • Ornella De Bellis 2 marzo 2013 at 05:34

      Sua moglie potrebbe chiedere di revocare la fideiussione, ma la banca pretenderebbe l'immediata copertura dell'importo in rosso, prima dal correntista e successivamente dal fideiussore. Rientrata l'esposizione debitoria in conto corrente, il contratto di fideiussione sarebbe sciolto.