Risarcimento danni per sinistro con decesso » Morte del reo e prescrizione

La prescrizione del diritto al risarcimento danni decorre dalla dichiarazione giudiziale di improcedibilità.

Alla costituzione di parte civile nel processo penale deve essere riconosciuto l'effetto interruttivo e sospensivo permanente della prescrizione fino alla pronuncia della sentenza che dichiara l'estinzione del reato.

E ciò anche nel caso in cui il non doversi procedere è stabilito per la morte del reo nell'ambito del processo penale aperto contro il responsabile del sinistro stradale.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, a Sezioni unite, che con la sentenza 8348/13, pubblicata il 5 aprile, ha sancito che: La prescrizione del diritto al risarcimento del danno prodotto dalla circolazione dei veicoli derivante da illecito considerato dalla legge come reato, nell'ipotesi in cui il danneggiato si sia ritualmente costituito parte civile nel processo penale, deve ritenersi decorrente dalla data del passaggio in giudicato della sentenza dichiarativa dell'improcedibilità dell'azione per morte del reo e non da quella del decesso di detto danneggiante, dovendo infatti osservarsi che, analogamente a quanto avviene nell'ipotesi di estinzione del reato per amnistia, alla costituzione di parte civile nel processo penale debba riconoscersi l'effetto interruttivo-sospensivo permanente fino al passaggio in giudicato della sentenza che decide il processo in cui essa è stata spiegata, dal momento che anche nel caso in cui l'estinzione del reato dipenda dalla morte del reo, non si può escludere che il danneggiato sia, sì, nuovamente investito dell'onere di riattivarsi sul piano processuale entro il termine biennale, ma ciò solo dal momento in cui è divenuta irrevocabile la sentenza penale dichiarativa di quella estinzione, avendo egli, sino a quella data, l'indiscutibile diritto a riporre un legittimo affidamento sull'effetto conservativo dell'azione civile negli stessi termini utili per l'esercizio della pretesa punitiva dello Stato contro il responsabile e, perciò, su una diversa situazione che gli assicurava la salvaguardia del proprio diritto.

Finora, consolidata giurisprudenza, aveva ritenuto che il termine biennale per la prescrizione del diritto al risarcimento danni prodotto dal sinistro stradale cominciasse a decorrere dalla data della morte del danneggiante anche nell'ipotesi in cui il danneggiato si sia ritualmente costituito parte civile nel processo penale.

Il cambio di rotta, è stato necessario per garantire il diritto fondamentale all'accesso alla giustizia per la vittima del reato.

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