Riparazione antieconomica del veicolo

Chiunque possegga una vecchia autovettura, purtroppo, deve guardare in faccia alla realtà: se qualcuno, in un sinistro, gliela danneggia seriamente, al fine della riparazione del veicolo, dovrà accontentarsi di cifre che non compenseranno mai il valore che ha per il suo utilizzatore.

La Suprema Corte, infatti, con la sentenza 6195/14, è tornata ad occuparsi di riparazione antieconomica, e ha rievocato i principi validi in materia.

A parere degli Ermellini, il risarcimento dei danni materiali negli incidenti stradali può avvenire in forma specifica, attraverso il ristoro del costo delle riparazioni, ovvero per equivalente, mediante il riconoscimento di una somma che rappresenti la perdita economica subita a causa del danneggiamento.

Quale sia il limite all'accesso del risarcimento in forma specifica, ovvero il costo della riparazione, però, lo può decidere il giudice, che ha il potere di stabilire il risarcimento per equivalente (somma corrispondente al valore commerciale), qualora la reintegrazione in forma specifica risulta eccessivamente onerosa per il debitore.

Praticamente, ciò si può tradurre nella negabilità del risarcimento dei danni dell'automobile qualora l'ammontare del costo delle riparazioni superi notevolmente il valore di mercato dell'auto.

Il problema, però, è capire quando si possa dire che la somma necessaria alle riparazioni superi notevolmente il valore di mercato dell'auto.

Su questo Supremi Giudici non ci aiutano, rimandando le valutazioni di questo tipo al Giudice di merito, caso per caso.

Quindi, come dobbiamo agire quando abbiamo un veicolo da riparare il cui valore è inferiore a quanto ci mette a preventivo il carrozziere?

Il consiglio più pertinente è quello di cercare di riparare il mezzo in economia , provando a contenere i costi delle riparazioni e tenerlo il più vicino possibile al valore commerciale.

Per effettuare la valutazione di eventuale antieconomicità della riparazione, inoltre, si deve anche tener conto di quanto il debitore spenderebbe se il danneggiato rottamasse il veicolo.

Pertanto, oltre al valore commerciale, va considerato il costo di immatricolazione del nuovo veicolo, il bollo non goduto, le spese di demolizione e un forfait per il recupero di analogo mezzo.

In base a queste considerazioni si può sperare anche di aver maggior fortuna qualora si tentasse un procedimento legale.

24 aprile 2014 · Tullio Solinas

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