Rinegoziazione mutuo prima casa - articolo 3 del decreto Legge 93 del 27/05/08

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Articolo 3 - Rinegoziazione mutui per la prima casa

1. Il Ministero dell'economia e delle finanze e l'Associazione bancaria italiana definiscono un'apposita convenzione, da stipulare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, aperta all'adesione delle banche e degli intermediari finanziari ai sensi dell'articolo 106 del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, numero 385. In essa sono fissate le modalità ed i criteri di rinegoziazione, anche in deroga, laddove fosse applicabile, a quanto stabilito ai sensi dell'articolo 120, comma 2, del citato decreto legislativo numero 385 del 1993, dei mutui a tasso variabile stipulati per l'acquisto, la costruzione e la ristrutturazione dell'abitazione principale anteriormente alla data di entrata in vigore del presente decreto.

2. La rinegoziazione assicura la riduzione dell'importo delle rate del mutuo ad un ammontare pari a quello della rata che si ottiene applicando all'importo originario del mutuo il tasso di interesse come risultante dalla media aritmetica dei tassi applicati ai sensi del contratto nell'anno 2006. L'importo della rata così calcolato rimane fisso per tutta la durata del mutuo.

3. La differenza tra l'importo della rata dovuta secondo il piano di ammortamento originariamente previsto e quello risultante dall'atto di rinegoziazione è addebitata su di un conto di finanziamento accessorio regolato al tasso che si ottiene in base all'IRS a dieci anni, alla data di rinegoziazione, maggiorato di uno spread dello 0,50.

4. Nel caso in cui, successivamente alla rinegoziazione effettuata, la differenza tra l'importo della rata dovuta secondo il piano di ammortamento originariamente previsto e quello risultante dall'atto di rinegoziazione generi saldi a favore del mutuatario, tale differenza è imputata a credito del mutuatario sul conto di finanziamento accessorio. Qualora il debito del conto accessorio risulti interamente rimborsato l'ammortamento del mutuo ha luogo secondo la rata variabile originariamente prevista.

5. L'eventuale debito risultante dal conto accessorio, alla data di originaria scadenza del mutuo, è rimborsato dal cliente sulla base di rate costanti il cui importo è uguale all'ammontare della rata risultante dalla rinegoziazione e l'ammortamento è calcolato sulla base dello stesso tasso a cui è regolato il conto accessorio purché più favorevole al cliente.

6. Le garanzie già iscritte a fronte del mutuo oggetto di rinegoziazione continuano ad assistere il rimborso, secondo le modalità convenute, del debito che risulti alla data di scadenza di detto mutuo.

7. Le banche e gli intermediari finanziari di cui all'articolo 106 del decreto legislativo numero 385 del 1993 che aderiscono alla convenzione di cui al comma 1 formulano ai clienti interessati, secondo le modalità definite nella stessa convenzione, la proposta di rinegoziazione entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto. L'accettazione della proposta è comunicata dal mutuatario alla banca o all'intermediario finanziario entro tre mesi dalla comunicazione della proposta stessa. La rinegoziazione del mutuo esplica i suoi effetti a decorrere dalla prima rata in scadenza successivamente al 1° gennaio 2009.

8. Le operazioni di rinegoziazione dei mutui sono esenti da imposte e tasse di alcun genere e per esse le banche e gli intermediari finanziari non applicano costi nei riguardi dei clienti.

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26 giugno 2008 · Piero Ciottoli

Commenti e domande dei lettori

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  • Marialusa 4 maggio 2011 at 14:51

    Salve, ho un mutuo attivato a Giugno 2002 e finalmente mi ero decisa ad avvalermi della legge Bersani per avere una surroga e quindi una riduzione del tasso visto che attualmente pago un tasso fisso del 7,15% nominale annuo.
    Per cui mi sono recata presso una banca per un preventivo.
    Dopo l'esaminazione della carte l'operatrice mi dice che nell'atto di mutuo non è espressamente annotato che si tratti di un mutuo prima casa, in quanto c'è scritto ... la parte mutuataria dichiara di destinare le somme ad una finalità di cui all'art.121, 4° comma lettera e) T.U., e prende atto che non si applica al presente conratto la normativa di cui al Titolo VI Capo II di cui al citato T.U.."
    Io ho acquistato casa da una persona che aveva in atto un mutuo, per cui quando ho acceso il mio, è stato estinto il suo. Ma per me si tratta di una prima casa, com'è possibile che il mio mutuo non sia di prima casa? significa che non posso avvalermi della legge Bersani x la surroga? come posso tutelarmi, a chi devo rivolgermi? grazie

    • cocco bill 4 maggio 2011 at 15:32

      Ciao Marialuisa. Il tuo quesito andrebbe riproposto nella sezione "mutui" del nostro forum.

      La registrazione al forum è da noi gradita, ma non è necessaria per poter ottenere risposta.

      Potrai inserire il tuo quesito e leggere la risposta degli esperti anche come semplice ospite visitatore, non registrato.

    • cocco bill 5 maggio 2011 at 04:56

      Ciao Franco. Innanzitutto grazie per gli apprezzamenti. Per quel che riguarda il l tema “protesto di firma e di conto corrente”
      ti suggerisco di riproporre il quesito nella sezione "debiti e sovraindebitamento" del nostro forum.

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