La durata del mutuo si prolunga e alla fine, facendo i conti, avrete pagato molto di più

Attenzione » il contenuto dell'articolo è poco significativo oppure è stato oggetto di revisioni normative e/o aggiornamenti giurisprudenziali successivi alla pubblicazione e, pertanto, le informazioni in esso contenute potrebbero risultare non corrette o non attuali. Potrai trovare i post aggiornati sull'argomento nella sezione di approfondimento, oppure qui.

Le nuove condizioni rappresentano, è vero, una boccata d'aria per chi sta per affogare: consentono infatti un immediato ribasso della rata del mutuo, che diventa quasi sempre più leggera di quella oggi pagata ai tassi correnti sul mercato. L'altro lato della medaglia è che dovrete continuare a nuotare molto più a lungo: fuor di metafora, la durata del mutuo si prolunga e alla fine, facendo i conti, avrete pagato molto di più.

Avete già provato a percorrere altra strade? Ce ne sono almeno due, ed entrambe possono essere più convenienti.

La prima è cercare un'altra banca, che vi offra condizioni migliori, trasferendo il mutuo senza spese e senza formalità burocratiche come ha previsto la recente legge sulla portabilità dei mutui (l. 40/2008, articolo8).

La seconda è rinegoziare il mutuo con la vostra banca, magari minacciando di passare a un'altra se non vi riducono i costi o non vi prolungano la durata (i mutui stipulati fino a due anni fa avevano degli spread, cioè il guadagno della banca sulla quota di interessi, in media molto più alti di quelli attuali, che oscillano tra lo 0,80 e l'1%); questo richiede una semplice scrittura privata, senza passaggio dal notaio, ma ricordiamo che la banca non è obbligata ad accettare.

Nella tabella che segue abbiamo messo a confronto la "rinegoziazione Tremonti" con le alternative che esistono sul mercato per chi vuole cambiare le sue condizioni di mutuo: la surrogazione (nel caso considerato nella tabella abbiamo ipotizzato il passaggio a un tasso fisso e a uno spread più basso) e la classica rinegoziazione, cioè chiedere alla banca che ha erogato il mutuo di cambiare alcune condizioni. Per il confronto abbiamo ipotizzato che la rinegoziazione permettesse al mutuatario di ridurre lo spread, abbassando il costo del mutuo.

Nella tabella trovate anche i risultati del confronto, calcolati per tre diversi mutui a tasso variabile stipulati in epoche diverse, con durate e tassi differenti. Il confronto ipotizza che da agosto 2008 a fine mutuo i tassi rimangano stabili.

La tabella parla chiaro: con la "rinegoziazione Tremonti" la singola rata si alleggerisce di più; ma considerando l'intero periodo il mutuatario pagherà molto di più, rispetto alle condizioni che si possono sperare di ottenere cambiando banca o rinegoziando, a causa dell'allungamento del periodo di pagamento e degli ulteriori interessi da versare.

Offri il tuo contributo alla visibilità di indebitati.it

Ti chiediamo di contribuire ad accrescere la visibilità di indebitati.it cliccando su una delle icone posizionate qui sotto: per condividere, con un account Facebook, Google+ o Twitter, il contenuto di questa pagina oppure per iscriverti alla newsletter o al feed della comunità. Qualora lo preferissi, puoi seguirci sui social cliccando qui. Un grazie, per la tua attenzione, dallo staff.

condividi su FB condividi su G+ condividi su Twitter iscriviti alla newsletter del blog iscriviti al feed RSS degli articoli del blog forum

Altre info

staff e collaboratori
privacy e cookie
note legali
contatti


Cerca