La "rinegoziazione Tremonti" è senza spese né tasse né notaio

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La "rinegoziazione Tremonti" è senza spese né tasse né notaio: è riservata a chi ha stipulato un mutuo per l'acquisto o la ristrutturazione della prima casa a tasso variabile prima del 29/5/2008. L'effetto dell'accordo è che la rata si riduce e diventa costante.

  • La nuova rata (che partirà 90 giorni dopo la firma della rinegoziazione, dopo il primo gennaio dell'anno prossimo) sarà calcolata applicando alla intera somma iniziale richiesta la media dei diversi tassi applicati nel corso dell'anno 2006 (più bassi di oggi);
  • la differenza tra la nuova rata e la rata calcolata secondo le condizioni precedenti non viene cancellata, ma viene addebitata su un conto accessorio, in pratica una sorta di secondo piccolo mutuo, sul quale si dovrà pagare un interesse pari all'IRS a 10 anni più uno spread dello 0,50%: a luglio 2008 (quando abbiamo fatto i nostri calcoli per i confronti) il 5,45%;
  • una volta finito di pagare il mutuo, il cliente dovrà pagare tutto quanto si è depositato nel conto accessorio, cioè differenza delle rate più interessi generati, sempre in rate uguali a quelle del mutuo;
  • se in futuro i tassi di interesse continueranno a salire o non scenderanno, la durata del mutuo si allungherà dunque per tutto il tempo necessario a saldare il debito registrato sul conto accessorio; se invece dovessero scendere al punto da rendere la rata variabile più leggera di quella costante, si tornerà alle condizioni previste nel mutuo originario;
  • per i mutui stipulati nel corso del 2007 e del 2008 la rata rinegoziata sarà pari alla prima rata del piano di ammortamento (e non alla media di quelle del 2006).

Entro la fine di agosto, se avete un mutuo a tasso variabile stipulato prima del 29 maggio 2008, potreste dunque avere ricevuto una lettera dalla vostra banca, in cui vi propongono di rinegoziare il mutuo secondo le condizioni previste dal cosiddetto "accordo Tremonti", appena indicate sopra. Vi conviene accettare?

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