Analisi della propria situazione

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La valutazione della possibilità di rinegoziare, surrogare o sostituire il proprio mutuo si deve basare su un'analisi obiettiva della propria situazione, cercando di non farsi influenzare dai facili luoghi comuni che utilizzano i soggetti in conflitto di interessi. Bisogna imparare a fare un ragionamento mirato alla valutazione sia economica che finanziaria della convenienza di tali operazioni. Valutazioni che necessitano di informazioni che difficilmente vengono date spontaneamente dagli intermediari: bisogna chiederle espressamente. Bisogna imparare non solo ad avere un ruolo attivo nella trattativa con la banca, ma anche a chiarirsi le idee sui propri obiettivi prima di intraprendere qualsiasi trattativa con la stessa. Se stiamo valutando la possibilità di cambiare il mutuo (qualunque forma si scelga) la prima domanda che dobbiamo porci è : qual è l'obiettivo principale che vogliamo ottenere con il nuovo mutuo? Stiamo cercando di cambiare il mutuo per una impellente necessità (non ce la si fa più a pagare la rata e si rischia di saltarne qualcuna?) o semplicemente siamo stati colti di sorpresa dall'aumento dei tassi e vogliamo provare a porvi un parziale rimedio?

Siamo spaventati dall'aumento dei tassi e temiamo che questo aumento continui per cui cerchiamo una sicurezza con un mutuo a tasso fisso? Oppure, molto più semplicemente, abbiamo stipulato un mutuo quando la concorrenza nel settore era molto minore e vogliamo verificare se si può risparmiare qualcosa?

Iniziamo col dire che nel caso in cui ci si trovi in estrema difficoltà a pagare la rata del mutuo, molto probabilmente non abbiamo alcun margine di trattativa con le banche.

La soluzione principale al problema non va ricercata nella sostituzione del mutuo, ma nella riorganizzazione della propria vita. Forse abbiamo perso il lavoro, forse stiamo attraversando una situazione familiare difficile, forse abbiamo fatto il passo più lungo della gamba o chissà cos'altro. In tutti i casi, bisogna provare a "prendere il toro per le corna" e cercare di affrontare e risolvere il problema principale che non ci consente di pagare il mutuo. Come ultima soluzione, dobbiamo valutare l'ipotesi di vendere la casa se proprio ci rendiamo conto di non poter pagare il mutuo e trovare una soluzione meno onerosa per la propria sistemazione (una casa più piccola o in affitto).

Se ci troviamo in una situazione di estrema difficoltà a pagare le rate del mutuo (magari abbiamo già pagato qualche rata in ritardo) la "soluzione-tampone" migliore sarebbe quella di poter sospendere il pagamento delle rate del mutuo in modo da consentirci di avere il tempo necessario per riorganizzare la propria vita. Questa ipotesi è stata contemplata dalla Finanziaria 2008: è già legge dello stato. E' previsto che si possa sospendere fino a 18 mesi il pagamento delle rate dei mutui per l'abitazione principale. Purtroppo il Governo non ha ancora emanato i provvedimenti attuativi e quindi, sebbene la legge sia in vigore, non si può applicare!

In assenza di questa soluzione, è evidente che l'adesione alla proposta di rinegoziazione derivante dalla convenzione Governo-ABI rappresenta una "mini-soluzione-tampone".

Si tratta dell'unico caso in cui consigliamo di aderire alla rinegoziazione-di-stato, per la semplice ragione che chi si trova in estrema difficoltà a pagare le rate del mutuo (ad oggi) non ha altre soluzioni.

In tutti gli altri casi, cioè quando ci sono margini di manovra, è opportuno fare delle valutazioni specifiche, torniamo quindi alla capacità di auto-valutare la propria situazione specifica. Per negoziare con le banche è necessario, prima di tutto, conoscere la propria forza.

Commenti e domande dei lettori

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  • Anonimo 20 ottobre 2009 at 20:29

    mica all'opposizione ci sono solo checche

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