Pensioni: dalla Monti-Fornero alla legge di stabilità di 2015 » E' il momento di una riforma?

Come accennato, una delle problematiche maggiormente sofferte è senza dubbio quella delle pensioni: a causa della Riforma Monti-Fornero, infatti, l'accesso alla quiescenza si è notevolmente allungato.

Questa situazione, unita alla persistente crisi economica, ha causato il formarsi di un numero ingente di dipendenti espulsi dalle aziende, troppo anziani per competere nel mercato del lavoro, ma troppo giovani per accedere alla pensione.

Solo una parte di questi soggetti è stata tutelata, mediante le cosiddette “salvaguardie”: si tratta di normative che hanno permesso l'accesso alla pensione con i vecchi requisiti ai dipendenti noti come “esodati”, ovvero a chi, uscito dal lavoro precedentemente al 2012 con la prospettiva di un pensionamento a breve termine, era invece rimasto bloccato dai nuovi requisiti della Riforma.

Le sei salvaguardie approvate finora, tuttavia, anche se evolutesi, l'una dopo l'altra, nel senso di un maggiore ampliamento delle categorie protette, non sono riuscite a comprendere gran parte dei lavoratori danneggiati dal “Salva – Italia”: ciò è accaduto sia in quanto il numero dei soggetti ammessi è stato, volta per volta, contingentato, sia perché, ogni anno, aumenta il numero di chi perde il posto, non essendo il fenomeno limitato a chi ha cessato il rapporto di lavoro entro il 2012.

Esiste dunque una notevole urgenza di introdurre elementi di flessibilità sull'età pensionabile, ma riformulare la materia non è semplice, a causa delle notevoli perdite delle gestioni Inps; sono state comunque effettuate diverse proposte in merito ad ogni singola problematica.

Per quanto concerne gli esodati, poiché sinora, come accennato, sono state salvaguardate in tutto 170.000 persone, ma ancora molti lavoratori si trovano fuori tutela, i vari comitati premono per un nuovo decreto che ampli la platea: è attualmente stata presentata, in Commissione Lavoro, la proposta di una Settima Salvaguardia che ricomprende, oltre alle precedenti categorie, i dipendenti in mobilità, anche edile, provenienti da aziende fallite.

Al fine di censire chi ha perso il posto in seguito ad accordi aziendali precedenti alla Riforma, peraltro, è stato predisposto un modulo che sarà presto messo online sul sito del Senato: sarà così possibile una pianificazione migliore del prossimo decreto.

Per quanto concerne la generalità dei lavoratori, ad ogni modo, certamente le sole salvaguardie, anche se ampliate, non costituiscono un rimedio: sono dunque state formulate diverse proposte per una completa riforma pensionistica.

27 marzo 2015 · Andrea Ricciardi

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