Pensioni: dalla Monti-Fornero alla legge di stabilità di 2015 » E' il momento di una riforma?

Vi presentiamo, prima di venire al tema principale della riforma, una breve panoramica di tutte le novità sulle pensioni previste dalla Legge di Stabilità 2015.

In particolare, con la legge di stabilità del 2015 è stato stabilito un tetto alle pensioni d'oro di chi resta al lavoro più a lungo, niente decurtazione delle pensioni anticipate fino al 2017 per chi ha maturato il requisito contributivo pieno, erogazione assegno il 10 del mese per titolari di più prestazioni a carico dell'INPS, aumento tassazione sulla previdenza privata, novità per pensionati vittime del terrorismo o esposti all'amianto.

Per chi resta al lavoro oltre i 70 o 75 anni, e di conseguenza (come previsto dalla riforma Fornero) calcola gli anni dal 2012 con il metodo contributivo, l'assegno non può superare l'importo che risulterebbe dal calcolo interamente retributivo. Si tratta di una norma che di fatto corregge una falla della riforma previdenziale di fine 2011: ci sono trattamenti, ad esempio di alti dirigenti e funzionari pubblici, che con il calcolo contributivo degli ultimi anni alla fine ricevevano una pensione più alta.

Dal 2015 al 2017, coloro che scelgono la pensione anticipata avendo 42 anni e sei mesi di contributi (per gli uomini), o 41 anni e 6 mesi (per le donne), hanno l'assegno pieno, senza la decurtazione dell1 o 2%, prevista dalla Riforma Fornero, per tutti gli anni prima dei 62 o dei 60′ anni di età.

Coloro che percepiscono il doppio assegno INPS-INPDAP, riceveranno la pensione il 10 del mese. Secondo le stime, la norma riguarda circa 800mila pensionati che hanno lavorato sia nel pubblico sia nel privato. Per tutti gli altri pensionati, il pagamento resta immutato al primo giorno del mese.

Per le pensioni private, restano gli aumenti fiscali a carico dei fondi pensione (dall'11,5 al 20%) e delle casse di previdenza private (dal 20 al 26%), ma in entrambi i casi è prevista la possibilità di un credito d'imposta, al 6% per le casse dei professionisti e al 9% per i fondi. Per ottenere questa agevolazioni, casse e fondi di previdenza complementare dovranno però effettuare investimenti, per una somma pari al risparmio fiscale, in infrastrutture.

I benefici già esistenti per le vittime del terrorismo (aumento figurativo di dieci anni di versamenti contributivi) vengono estesi a coniuge e figli della persona rimasta invalida. L'agevolazione è riconosciuta anche se il matrimonio è stato contratto dopo l'atto terroristico, o se i figli sono nati successivamente.

Coloro che sono stati esposti all'amianto per oltre dieci anni e in quantità superiori ai limiti di legge potranno chiedere la maggiorazione contributiva della pensione e raggiungere prima il requisito per ritirarsi. La maggiorazione è prevista dall'articolo 13, comma 2, della legge 257/1992. Salvaguardia riservata ai lavoratori esposti all'amianto dell'Isochimica di Avellino (potranno andare in pensione nel 2015) e tutela specifica per i lavoratori del polo siderurgico di Genova.

27 marzo 2015 · Andrea Ricciardi

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