Il nucleo familiare standard ai fini dell'ISEE ordinario

Sempre valido il principio secondo il quale del nucleo familiare fanno parte i componenti della famiglia anagrafica alla data di presentazione della dichiarazione sostitutiva unica (DSU).

I coniugi non conviventi (cioè con residenza diversa) devono scegliere di comune accordo la residenza familiare. In caso di mancato accordo questa è individuata nell'ultima residenza comune ovvero, in assenza di una residenza comune, in quella del coniuge di maggior durata.

Se uno dei coniugi non conviventi vive all'estero, nella DSU deve essere indicato anche il coniuge iscritto nelle anagrafi dei cittadini italiani residenti all'estero (AIRE), poiché questo ai fini ISEE viene attratto nel nucleo dell'altro coniuge. In questo caso, per la composizione del nucleo familiare ISEE, occorre necessariamente prendere a riferimento lo stato di famiglia del coniuge residente in Italia.

I figli minori di anni 18 fanno sempre parte del nucleo familiare del genitore con il quale convivono. Il minore in affidamento preadottivo fa parte del nucleo familiare dell'affidatario, ancorché risulti nella famiglia anagrafica del genitore. I minori in affidamento temporaneo, invece, sono considerati nuclei familiari a sé stanti, fatta salva la facoltà del genitore affidatario di considerarlo parte del proprio nucleo. Il minore in affidamento e collocato presso comunità è considerato nucleo familiare a sé stante.

L'appartenenza al nucleo familiare ISEE dei soggetti a carico ai fini IRPEF non conviventi con i propri genitori viene limitata, invece, ai soli figli maggiorenni non coniugati e senza prole. Per soggetto a carico ai fini IRPEF deve intendersi il componente della famiglia anagrafica che ha percepito, nel periodo di riferimento della DSU, un reddito complessivo uguale o inferiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili. In questo caso, qualunque sia la famiglia anagrafica di appartenenza (stato di famiglia) del soggetto maggiorenne, non coniugato e senza prole, egli fa sempre parte del nucleo familiare dei genitori (indipendentemente dal fatto che nessuno, entrambi o uno solo di essi fruiscano o meno delle detrazioni fiscali).

Cosa succede se i genitori del soggetto maggiorenne non coniugato e senza prole non convivono fra loro o sono separati o divorziati e il figlio maggiorenne non coniugato e senza prole non convive con alcuno di essi? Il figlio maggiorenne, non coniugato, senza prole e a carico ai fini IRPEF, ma non convivente con nessuno dei due genitori, fa parte del nucleo familiare del genitore che fruisce delle detrazioni IRPEF. Qualora entrambi o nessuno dei genitori fruisca delle detrazioni IRPEF per il figlio non convivente, maggiorenne, non coniugato e senza prole, questi può scegliere di far parte del nucleo di uno dei due genitori.

Per le persone in convivenza anagrafica (convivenza anagrafica e non famiglia anagrafica - ndr), ovvero coabitanti per motivi religiosi, di cura, di assistenza, militari, di pena e simili, si confermano, in via generale, le disposizioni previgenti, per le quali i soggetti in tale condizione fanno nucleo a sé stante. Tuttavia se sono coniugati fanno parte del nucleo familiare del coniuge secondo le regole precedentemente descritte.

Nei casi di convivenza anagrafica, il figlio minorenne fa parte del nucleo del genitore con cui conviveva prima dell'ingresso in convivenza anagrafica, fatto salvo il caso di minore in affidamento e collocato presso comunità poiché in tal caso il minorenne è considerato nucleo familiare a se stante.

Se nella stessa convivenza anagrafica vi è un genitore con figlio minore, entrambi fanno parte dello stesso nucleo familiare.

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Commenti e domande dei lettori

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  • Anna 4 agosto 2016 at 11:14

    Grazie, ma mi scusi se insisto, se invece volessi intraprendere la strada presso l'autorità giudiziaria, tralasciando quella dell'assistente sociale??????

    • Annapaola Ferri 4 agosto 2016 at 11:47

      Deve affidarsi ad un avvocato, denunciare all'Autorità Giudiziaria che il padre naturale di sua figlia si sottrae agli obblighi di assistenza inerenti alla potestà dei genitori e chiedere al Tribunale dei minorenni l'esclusione del genitore dall'esercizio della responsabilità genitoriale (decadenza della patri potestà) sul minore.

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