Come funziona il ricorso tributario presso una Ctp in linea generale

Come accennato, il ricorso tributario è la manifestazione di volontà del contribuente di reagire ad una pretesa dello Stato in merito a presunti debiti fiscali la cui competenza è del giudice tributario.

Praticamente, se credete che l'atto amministrativo che vi è stato notificato dall'agenzia delle Entrate o da Equitalia o più generalmente dall'amministrazione finanziaria non sia dovuto, in tutto in in parte, e non ci riuscite mediante la presentazione di una semplice istanza o uno sgravio breve, allora vi toccherà prendere la strada lunga e, forse anche costosa, del contenzioso tributario.

Dovete sapere che non avverso ogni cosa è possibile presentare ricorso: per esempio non si potrà presentare un ricorso tributario contro un avviso bonario, ne contro un semplice sollecito di pagamento, ma lo sarà invece contro le classiche cartelle esattoriali, contro gli avvisi di accertamento, i ruoli, i provvedimenti che irrogano sanzioni al contribuente, gli avvisi di liquidazione, la revoca di agevolazioni fiscali o dell'accertamento con adesione o i provvedimenti che danno il diniego alla restituzione di crediti tributari.

Ognuno di questi atti dovrà riportare all'interno le metodologie di presentazione del ricorso per cui se leggete tutte le pagine della cartella esattoriale troverete anche questo, ossia dove e come presentare ricorso. Di certo non vi diranno però cosa scriverci.

Alcuni elementi, infatti, devono necessariamente essere riportati pena la nullità del ricorso e sono, ovviamente, la commissione tributaria a cui è diretto e l'ente impositore nei confronti del quale è diretto.

Sarà poi fondamentale riportare le proprie generalità e l'eventuale procura a margine del soggetto che vi rappresenterà in giudizio.

In alcuni casi, infatti, che dipendono principalmente dagli importi in questione, la rappresentanza in giudizio da parte di un professionista abilitato (Dottore commercialista o Avvocato autorizzato) sarà obbligatoria per cui il ricorso andrà sottoscritto da quest’ultimo e al margine del ricorso ci sarà la delega a rappresentarlo in nome e per conto.

Poi andranno indicati gli estremi dell'atto che è oggetto di impugnazione nonché l'oggetto della domanda oltreché le motivazioni del ricorso e la richiesta che fa il contribuente, ossia se uno sgravio parziale o totale dell'atto.

All'interno, inoltre, ci sarà l'indicazione nella quale viene richiesta la sospensione dell'atto, laddove vi siano gli estremi per richiederla, ossia qualora dall'irrogazione delle sanzioni vi sia una ragionevole convinzione che la continuità aziendale sia compromessa e la cui valutazione e l'accoglimento spetterà al Giudice Tributario.

Proseguendo, nel ricorso ci potrà essere anche il trafiletto che indica la volontà del contribuente di discutere in pubblica udienza il ricorso in quanto, in assenza, il ricorso viene discusso si dice a porte chiuse, ovvero il giudice senza le parti analizza gli atti, la documentazione tributaria ed eventuali memorie e valuta emettendo poi il dispositiva ossia la sentenza senza che prendano parte le parti in causa ossia accusa (Amministrazione finanziaria) e difesa (il contribuente ricorrente).

Quanto descrittovi, ovviamente, non prende in considerazione le fattispecie che ruotano intorno alla formazione del ricorso.

Il ricorso potrà essere presentato mediante la consegna diretta dell'originale alla controparte, con l'applicazione di un contributo unificato, il cui valore è funzione del valore della lite.

Va detto, però, che per il ricorso contro Equitalia non è possibile questa modalità, ma sarà necessario predisporre il plico raccomandato che altro non è che il il foglio A4 piegato e spillato in tre parti senza busta ma con avviso di ricevimento.

In pratica scriverete il ricorso, lo firmerete e vi applicherete le marche da bollo. Dopodiché, lo invierete entro i 60 giorni canonici dalla notifica dell'atto o diverso termine indicato nell'atto alla controparte anche senza inserire gli allegati citati eventualmente.

Attenderete la ricevuta di avvenuta consegna, inserirete gli allegati le ricevute delle raccomandate e confezionerete il fascicolo da presentare in commissione tributaria.

Dalla ricezione del ricorso alla controparte il ricorrente si avranno, poi, 30 giorni per presentare il fascicolo senza marche da bollo in commissione tributaria.

Successivamente il ricorso è andato e se non avete fatto istanza di discussione in pubblica udienza vi sarà, prima o poi, inviato il dispositivo con cui vi diranno sinteticamente se hanno o meno accolto il ricorso.

Solo dopo qualche tempo avrete a disposizione il testo della sentenza che vi servirà poi ad opporla alla controparte. In caso contrario invece verrete convocati per la discussione dinnanzi al Giudice tributario.

Occhio ala sospensione dei termini feriali che vanno dal primo agosto al 15 settembre e non si computano ai fini dei 60 giorni.

Purtroppo, i tempi per ottenere il dispositivo sono piuttosto lunghi.

Il Giudice della sezione tributaria a cui è assegnato il ricorso, comunque prenderà in considerazione prima eventuali cause manifeste di inammissibilità del ricorso e solo successivamente entrerà nel merito della controversia.

Questo per dire che se il ricorso, o l'atto che vi hanno notificato, presentava dei vizi di nullità o annullabilità evidentissimi, il Giudice non si metterà nemmeno ad analizzare le motivazioni e rispettivamente concederà lo sgravio o rigetterà il ricorso del contribuente senza analizzare le motivazioni.

Insomma, non hanno tempo da perdere da quelle parti, per cui il consiglio è di impostarlo in modo “semplice” e sintetico.

Come avrete avuto modo di vedere il costo vivo della presentazione del ricorso non è significativo in quanto con il contributo unificato il valore dipende dal valore della lite per cui potrebbe avere il suo peso ed incidere anche nella decisione o meno.

Quello che costerà in aggiunta poi sarà l'onorario del professionista che vi assisterà.

Passiamo ora agli aspetti più dettagliati del ricorso in commissione tributaria provinciale

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