sospensione e/o interruzione ed estinzione del ricorso in commissione tributaria provinciale

Come funziona la sospensione e/o interruzione ed estinzione del ricorso in Commissione Tributaria Provinciale.

Come già visto, durante l'esame preliminare del ricorso il presidente della sezione può disporre -con apposito decreto- la sospensione, l'interruzione o l'estinzione dello stesso.

Anche la stessa commissione può provvedere in tal senso, tramite emissione di un'ordinanza o di una sentenza.

Vediamo, in particolare, di cosa si tratta.

La sospensione del ricorso

La sospensione del ricorso scatta qualora sorga l'esigenza di risolvere in via pregiudiziale una questione di falsità in atti o documenti (sollevata con la querela di falso) oppure quando si ponga una questione sullo stato e sulla capacità delle persone (esclusa quella di stare in giudizio). In quest'ultima circostanza, essendo prevista la competenza esclusiva del tribunale civile, è naturale che il giudice tributario sospenda il processo fino a quando la questione non sia decisa nella competente sede con sentenza passata in giudicato.

Durante la sospensione non possono essere compiuti atti del processo tributario nè ad opera delle parti, nè della Commissione, e neppure della Segreteria.

Dopo che è cessata la causa che ha determinato la sospensione, il processo continua se entro 6 mesi da tale data viene presentata da una delle parti istanza di trattazione al presidente di sezione. Tale termine è tassativo, se viene fatto trascorre inutilmente, l'intero processo si estingue.

Interruzione del ricorso

L'interruzione del ricorso può aversi per morte di una delle parti; perdita della capacità di stare in giudizio di una delle parti diverse dall'ufficio tributario; morte, radiazione, sospensione dall'albo, ruolo, elenco di uno dei difensori tecnici.

Anche durante l'interruzione non possono essere compiuti atti del processo. La ripresa del processo interrotto compete alla parte colpita dall'evento, o ai suoi successori o a qualsiasi altra parte interessata, con istanza presentata al presidente della sezione entro 6 mesi da quando l'interruzione stessa è stata dichiarata.

L'estinzione del ricorso

Il ricorso può estinguersi per rinuncia del ricorrente o per inattività delle parti. Di seguito analizziamo dettagliatamente ciascuna delle due possibilità di estinzione del ricorso.

  • rinuncia al ricorso: il ricorrente che rinuncia al ricorso deve dichiararlo per iscritto e rimborsare le spese alle altre parti (salvo diverso accordo). Tale dichiarazione non produce effetto se non è accettata dalla controparte, per cui il giudice, constatata la disponibilità di entrambe le parti a definire il processo in questi termini, dichiara l'estinzione del processo con decreto soggetto a reclamo.
    Sia la dichiarazione di rinuncia che quella di accettazione devono essere sottoscritte dalle parti o dai loro procuratori speciali, oltre che dai rispettivi difensori;
  • inattività delle parti: scatta quando le parti alle quali spetta di proseguire, riassumere, integrare il giudizio (ad esempio dopo la sospensione o l'interruzione del giudizio stesso) non vi abbiano provveduto nei termini perentori stabiliti dalla legge;
  • cessazione della materia del contendere: si ha nei casi di definizione delle pendenze tributarie previsti dalla legge e in ogni altro caso di cessazione della materia del contendere. L'esempio tipico è il condono tributario, in cui per effetto di una nuova dichiarazione del contribuente e del conseguente pagamento di una maggiore imposta, l'amministrazione finanziaria rinuncia a continuare nella richiesta di maggiori (o diverse) pretese, rinunciando talvolta anche a sanzioni ed interessi.

14 aprile 2015 · Andrea Ricciardi

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