Ricorso a cartella esattoriale e mediazione tributaria

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Si ritiene che trovi applicazione al procedimento di mediazione anche il disposto dell'articolo 19, comma 3 del decreto legislativo numero 546 del 1992, in base al quale "La mancata notifica di atti autonomamente impugnabili, adottati precedentemente all'atto notificato (come, appunto, la cartella esattoriale) ne consente l'impugnazione unitamente a quest'ultimo".

Pertanto, anche le  avvertenze aggiornate della cartella esattoriale riepilogano le linee generali del nuovo istituto precisando a chiare lettere come in presenza di iscrizioni a ruolo di valore non superiore a ventimila euro non sia più possibile fare ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale senza aver prima presentato l'istanza di reclamo all'Agenzia delle entrate che ha effettuato l'iscrizione a ruolo stessa.

Ciò comporta che il contribuente, qualora intenda impugnare con la cartella esattoriale, anche un atto presupposto adottato dall'Agenzia delle entrate, del quale affermi la mancata precedente notifica, è tenuto ad osservare preliminarmente la disciplina introdotta dall'articolo 17-bis del decreto legislativo numero 546 del 1992 e, quindi, a presentare l'istanza di mediazione.

Dunque, la cartella esattoriale può essere oggetto di reclamo-mediazione solo per vizi relativi al ruolo dal quale trae origine e non per vizi suoi propri. In altre parole deve essere seguita la procedura di reclamo-mediazione per l'omessa notifica di un atto fra quelli precedentemente indicati emessi dall'Agenzia delle Entrate, cui segue la notifica della cartella esattoriale. La procedura di reclamo-mediazione non è invece percorribile per una errata notifica della cartella esattoriale. In questo caso, infatti, la controparte non è più l'Agenzia delle Entrate bensì il concessionario della riscossione (Equitalia).

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