Il ricorso avverso la cartella esattoriale [Commento 2]

  • Ornella De Bellis 13 novembre 2012 at 11:09

    La cartella esattoriale può essere contestata soltanto quando presenta difetti formali o di notifica, oppure se sussistono vizi di notifica dell'atto precedente.

    Nel caso in cui l'atto che la precede sia stato regolarmente notificato, è possibile impugnare la cartella esattoriale esclusivamente per vizi propri, lasciando inalterata la validità dell'atto precedente.

    La Cassazione ha più volte ribadito che riguardo alle sanzioni amministrative, se il verbale non è stato notificato, e dunque la cartella esattoriale viene ad essere effettivamente il primo documento con il quale il debitore prende conoscenza della pretesa creditizia, il contenuto stesso del verbale è contestabile – ovviamente bisognerà accertarsi che il verbale non sia stato effettivamente notificato, controllando eventualmente anche la possibilità di notifica per giacenza.

    Dal tributo oggetto del documento dipendono i termini di ricorso della cartella esattoriale:

    1. le imposte sui redditi, le imposte di registro, catastali e ipotecarie, le tasse automobilistiche, il canone Rai, i tributi, e altre imposte simili hanno un termine di presentazione di 60 giorni, entro i quali bisogna rivolgersi al giudice tributario (commissione provinciale tributaria).
    2. i contributi previdenziali prevedono un termine di 40 giorni, entro i quali bisognerà rivolgersi al giudice del lavoro;
    3. le sanzioni amministrative (ad esempio le multe del codice della strada), hanno un termine di 30 giorni, entro la cui scadenza è necessario far riferimento al giudice di pace del comune di competenza dell'infrazione commessa.
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