L'accertamento del reato non coincide con l'accertamento dell'infrazione - La giurisprudenza di legittimità a sostegno di questa tesi

A sostegno di questa tesi, il Ministero richiama la giurisprudenza della Corte di Cassazione, secondo la quale per accertamento del reato si intende esclusivamente quello compiuto dal giudice penale nel processo; in tale sede il giudice compie un accertamento completo ed esaustivo dei fatti addebitati all'imputato e della sua colpevolezza. Per la Corte di cassazione solo la sentenza di condanna contiene l'accertamento del reato ed il giudizio di colpevolezza; e ciò anche in caso di patteggiamento; ai fini penali, non vi è alcuna differenza concettuale tra "accertamento del reato" e "sentenza di condanna".

Peraltro, è il parere dei tecnici ministeriali, il momento della commessa infrazione non può certamente essere inteso come "data di accertamento del reato", in quanto, in tale occasione non si esplica alcun accertamento, tanto meno di un reato; prima del passaggio in giudicato della sentenza penale, anche in virtù del principio costituzionale di presunzione di innocenza, vi è soltanto la contestazione di un reato. Anche a prescindere dal dato letterale della norma, che fa riferimento al "reato" e non genericamente al fatto, all'illecito o all'infrazione, non vi sarebbe ragione alcuna di una interpretazione "correttiva" della lettera della legge.

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