Rassegna dei conti correnti più convenvienti

Effettuiamo, infine, una piccola rassegna dei conti correnti che risultano più convenienti per il consumatore.

Da gennaio l'Indicatore sintetico di costo (Isc) per le famiglie con operatività media nei depositi dei dieci maggiori istituti di credito è salito del 6%.

Ma tutto l'incremento si è realizzato nel primo semestre.

Da allora l'Isc è rimasto invariato.

È di 135 euro la spesa media annua di una famiglia con un uso medio della banca, dice l'indagine sui prospetti informativi delle dieci principali banche;105 euro quella per chi, nelle banche tradizionali, usa il canale online.

La forbice dei tassi resta larga: 18% il passivo medio (in assenza di fido), 0,003% il rendimento medio delle giacenze. Il conto più conveniente è Qubì di Ubi (74 euro), ma fuori classifica ci sono prodotti diversi come il conto di CheBanca! a 48 euro.

L'intenzione di applicare i tassi negativi ai conti correnti, come è accaduto in Svizzera, in Italia non c'è.

Lo ha chiarito il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, e lo ribadiscono i banchieri.

In 11 casi fra le 18 banche inserite nell'elenco Mediobanca 2015 delle principali società italiane, il Cet1 ratio (rapporto fra il capitale primario di qualità e le attività ponderate per il rischio) è pari o superiore al 12% (contro un minimo dell'8% previsto, al netto delle richieste aggiuntive della Bce banca per banca).

Il livello più basso è 10,5% (Unicredit). In ordine decrescente: Mediolanum (20,22%), Banco Popolare (14,85%), Bper (14,49%), quindi Credem, Creval, Intesa, Carige, Mps, Mediobanca, CariAsti, Sella. È premiato chi sceglie modelli d'offerta alternativi, come Mediolanum, che non centra il business sui prestiti.

La convenienza in banca è, come accade ormai da qualche anno, molto evidente nei conti online.

Ma attenzione al prelievo di contante in filiale (peraltro operazione poco logica).

Si paga fino a 5 euro e in alcuni prospetti informativi (vedi Hello Money) possono celarsi le «spese di scrittura» che sembravano scomparse: riguardano la registrazione delle operazioni fisiche e possono far salire i costi. La rilevazione di ConfrontaConti.it, il motore di ricerca di MutuiOnline, mostra che i migliori conti correnti via Internet hanno ancora costo zero o poco più (vedi grafico).

Tre i più convenienti, per le famiglie con operatività bancaria media: Hello Money di Hello Bank! (gruppo Bnl-Bnp Paribas), il Conto corrente Arancio di Ing Direct e il conto Webank della banca online del gruppo Bpm. Tutti hanno un Isc — l'indicatore sintetico di costo annuo, parametro di spesa (indicativo, appunto) secondo le simulazioni della Banca d'Italia — pari a zero.

Seguono Iw Conto di Iw Bank (gruppo Ubi) e il conto Widiba della nuova, omonima banca del Monte dei Paschi, con un costo annuo di 3,80 euro il primo e 4 euro il secondo.

Nulla, insomma.

Il canone della carta di credito è zero in tutti e cinque i conti esaminati e anche i bonifici online costano zero euro.

Non aspettatevi, però, rendimenti. Su questo fronte le differenze con i conti tradizionali non ci sono più: il tasso attivo varia tra lo 0% del Conto Arancio e Iw Conto e lo 0,25% di Widiba (con qualche offerta promozionale, come Hello Bank che remunera fino all'1% le grandi somme per i primi nove mesi). Il tasso debitore (nominale a fronte di fido) oscilla tra il 4,50% di Webank e il 7% di Ing.

Ma è sulle operazioni per cassa che risalta la regola numero uno dei conti on line: muoversi fuori dal web, sulla rete fisica degli sportelli, ha un prezzo. I prelievi di contante allo sportello costano zero solo in Webank (nelle filiali Bpm).

Per il resto, si va dall'euro chiesto da Iw Bank (gruppo Ubi, per prelievi fino a 500 euro) ai 3 euro di Widiba (Mps) e Hello Bank (che applica le spese di scrittura di 3 euro su ogni operazione allo sportello). Addirittura 5 euro con il conto Arancio.

Anche i bonifici allo sportello non sono nella filosofia delle banche online e si vede: costano.

Se Widiba si ferma a 2 euro (meno delle banche tradizionali), si toccano i 4,50 euro in Iw Bank e il picco di 7,5 euro in Hello Bank (bonifici verso altra banca).

Con il conto Arancio, poi, non si possono eseguire. La tendenza di rivolgersi al web per i depositi bancari, comunque, si sta rafforzando.Anche i bonifici allo sportello non sono nella filosofia delle banche online e si vede: costano. Se Widiba si ferma a 2 euro (meno delle banche tradizionali), si toccano i 4,50 euro in Iw Bank e il picco di 7,5 euro in Hello Bank (bonifici verso altra banca).

Con il conto Arancio, poi, non si possono eseguire.

La tendenza di rivolgersi al web per i depositi bancari, comunque, si sta rafforzando.

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  • Annapaola Ferri 3 ottobre 2016 at 08:29

    Banche, rincari sui c/c per finanziare i salvataggi: Bankitalia "osserva"
    Via Nazionale "sta osservando con attenzione il comportamento di alcune banche nel ribaltare su correntisti e depositanti i costi delle crisi bancarie".

    MILANO - La Banca d'Italia sta "osservando con attenzione il comportamento di alcune banche nel ribaltare sulla clientela dei depositanti e dei correntisti i costi sostenuti per effetto delle crisi bancarie". E' quanto affermano fonti di Via Nazionale dopo l'aumento dei costi dei conti correnti, deciso da alcune banche, per recuperare parte dei contributi al Fondo che ha rilevato le 4 banche finite in risoluzione.

    "La Banca d'Italia - proseguono le fonti citate dall'Ansa - opera e continuerà a operare al fine di assicurare che le norme sui rapporti banche-clienti approvate dal Parlamento italiano non siano eluse ma pienamente applicate. Queste norme sono più tutelanti in Italia che in molti altri Paesi nei confronti dei clienti delle banche e prevedono che una banca possa, sì, cambiare le condizioni contrattuali di deposito o conto corrente, ma solo se vi è un giustificato motivo e seguendo una procedura trasparente e informando adeguatamente il cliente per consentirgli di fare le proprie valutazioni (ed eventualmente recedere)".

    Sulla vicenda è montata la protesta del Codacons, che ha lanciato una "azione collettiva per fermare quello che è a tutti gli effetti un abuso a danno degli utenti". L'associazione ha lanciato una racolta di testimonianze dei correntisti "che hanno subito o subiranno nelle prossime settimane aggravi di costi o inserimento di tasse e balzelli vari, direttamente o indirettamente riconducibili al Fondo Nazionale di Risoluzione", per poi "denunciare in Procura il proprio istituto di credito per la fattispecie di ‘appropriazione indebità . "Invitiamo i correntisti a una sommossa legale, presentando una raffica di denunce contro le proprie banche - afferma il presidente Carlo Rienzi -. Oggi stesso invieremo formale diffida alla Banca d'Italia, affinché blocchi qualsiasi iniziativa degli istituti di credito tesa a scaricare sulla collettività i costi del salvataggio di Banca Marche, Banca Etruria, Carife e Carichieti, e punisca severamente le banche responsabili di scelte scellerate a danno dei propri clienti".

    Lamentele anche dai deputati M5S alla Commissione Finanze della Camera: "Il decreto ‘salva-banchierì di novembre non lo stanno pagando amaramente solo i risparmiatori delle quattro banche risolute, ma anche i correntisti degli istituti maggiori che sono andati in soccorso del governo". Adusbef e Federconsumatori hanno denunciato balzelli fino a 25 euro da applicare ai conti correnti, facendo i nomi del Banco Popolare, mentre Ubi e Unicredit sarebbero pronti a seguire a ruota.