Gli aspetti più importanti da considerare prima dell'apertura di un conto corrente

Ecco quali sono gli aspetti più importanti da considerare prima dell'apertura di un conto corrente.

Per scegliere il conto corrente non bisogna basarsi solo sul canone mensile o sul tasso d'interesse, ma occorre valutare il costo totale annuo del conto, dato dalla differenza tra gli interessi attivi sulle giacenze, se previsti, e i costi legati alle operazioni fatte dal correntista nell'anno, oltre alle spese di bollo pari a 34,20 euro e pagate allo Stato, che diventano almeno 64,80 euro nel caso in cui ci sia anche un deposito titoli.

Il bollo aumenta all'aumentare dei titoli depositati. Detto dei 34,20 euro, validi per un importo fino a 50mila euro, l'imposta può crescere fino a 70 (deposito fino a 150mila euro), 240 (da 150 a 500mila euro) e 680 (oltre 500mila euro) euro.

Spesso i conti correnti più interessanti sono quelli online.

Infatti, offrono tassi d'interesse buoni sulle giacenze e non hanno spese per le operazioni.

Dal punto di vista della sicurezza non presentano problemi particolari, ovviamente se si seguono delle precauzioni (come tenere i codici di accesso al sicuro, usare un computer personale e non quello dell'ufficio per l'accesso, non inserire i propri dati a risposta di email che sono sempre tentativi di phishing).

Non fatevi illudere dal canone dei conti correnti a pacchetto. Spesso le banche reclamizzano canone "tutto compreso", bloccato fino ad un certo periodo. Non è proprio così.

Infatti, bisogna valutare quali operazioni sono incluse nel canone periodico. Spesso si tratta delle sole spese di scrittura o solo di operazioni fatte online e fino a un certo numero per mese o trimestre.

Anche se il conto corrente non è un investimento, ma un contratto di servizi bancari, valutate anche il tasso d'interesse che la banca vi offre come remunerazione della giacenza. Avere un tasso interessante può servire a ridurre le spese di utilizzo del conto corrente.

I tassi passivi applicati sugli scoperti sono sempre a doppia cifra.

Inoltre, anche se rimanete in rosso per un solo giorno, dovete pagare alla banca la commissione di massimo scoperto (si va dallo 0,125% all'1,5%) sulla punta massima del debito, oltre che delle penali per il fatto che il conto è negativo. Può essere utile concordare con la banca lo scoperto fin dall'apertura del conto perché le condizioni applicate sono migliori.

Se usate il bancomat per prelevare da Atm di altre banche potreste pagare una commissione che in genere è di 2 euro a prelievo. Tenetene conto. Alcune banche fanno pagare ai loro correntisti anche il prelievo Atm dai loro sportelli automatici se avviene nei giorni festivi e prefestivi (si pagano 0,26 euro a prelievo).

Valutate bene anche il costo della carta di credito offerta dalla banca in cui avete il conto.

Potreste trovare offerte migliori altrove.

Infatti, ci sono molti emittenti che offrono carte di credito interessanti anche a chi non è correntista. Il pagamento dell'estratto conto avviene tramite Rid dal conto corrente.

Online si risparmia. Spesso fare le operazioni online piuttosto che allo sportello vi permette di risparmiare.

Non buttate i documenti. I documenti che invia la banca servono a tenere sotto controllo non solo l'uso del conto e dunque errori di addebiti e scritturazioni, ma anche le possibili variazioni economiche. Attenzione, la possibilità di contestare operazioni registrate sul conto si prescrive in 10 anni.

Le condizioni di conto corrente possono cambiare. Il correntista deve essere avvisato dalla banca almeno 30 giorni prima che siano operative le nuove condizioni e ha 60 giorni di tempo per recedere dal rapporto senza spese di chiusura e alle vecchie condizioni (art.118 del Testo unico bancario). Se la banca non rispetta questo iter le variazioni sono inefficaci.

Chi vuole chiudere il conto corrente lo può fare in qualsiasi momento senza che gli vengano applicate le spese di estinzione.

Stesso discorso anche per le spese di estinzione del deposito titoli che deve essere chiuso obbligatoriamente insieme al conto. Anche i titoli devono essere trasferiti gratuitamente verso il nuovo deposito titoli (la banca può chiedere solo il rimborso delle spese sostenute e documentate). Potete usare la nostra lettera tipo per chiedere la chiusura del conto.

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  • Annapaola Ferri 3 ottobre 2016 at 08:29

    Banche, rincari sui c/c per finanziare i salvataggi: Bankitalia "osserva"
    Via Nazionale "sta osservando con attenzione il comportamento di alcune banche nel ribaltare su correntisti e depositanti i costi delle crisi bancarie".

    MILANO - La Banca d'Italia sta "osservando con attenzione il comportamento di alcune banche nel ribaltare sulla clientela dei depositanti e dei correntisti i costi sostenuti per effetto delle crisi bancarie". E' quanto affermano fonti di Via Nazionale dopo l'aumento dei costi dei conti correnti, deciso da alcune banche, per recuperare parte dei contributi al Fondo che ha rilevato le 4 banche finite in risoluzione.

    "La Banca d'Italia - proseguono le fonti citate dall'Ansa - opera e continuerà a operare al fine di assicurare che le norme sui rapporti banche-clienti approvate dal Parlamento italiano non siano eluse ma pienamente applicate. Queste norme sono più tutelanti in Italia che in molti altri Paesi nei confronti dei clienti delle banche e prevedono che una banca possa, sì, cambiare le condizioni contrattuali di deposito o conto corrente, ma solo se vi è un giustificato motivo e seguendo una procedura trasparente e informando adeguatamente il cliente per consentirgli di fare le proprie valutazioni (ed eventualmente recedere)".

    Sulla vicenda è montata la protesta del Codacons, che ha lanciato una "azione collettiva per fermare quello che è a tutti gli effetti un abuso a danno degli utenti". L'associazione ha lanciato una racolta di testimonianze dei correntisti "che hanno subito o subiranno nelle prossime settimane aggravi di costi o inserimento di tasse e balzelli vari, direttamente o indirettamente riconducibili al Fondo Nazionale di Risoluzione", per poi "denunciare in Procura il proprio istituto di credito per la fattispecie di ‘appropriazione indebità . "Invitiamo i correntisti a una sommossa legale, presentando una raffica di denunce contro le proprie banche - afferma il presidente Carlo Rienzi -. Oggi stesso invieremo formale diffida alla Banca d'Italia, affinché blocchi qualsiasi iniziativa degli istituti di credito tesa a scaricare sulla collettività i costi del salvataggio di Banca Marche, Banca Etruria, Carife e Carichieti, e punisca severamente le banche responsabili di scelte scellerate a danno dei propri clienti".

    Lamentele anche dai deputati M5S alla Commissione Finanze della Camera: "Il decreto ‘salva-banchierì di novembre non lo stanno pagando amaramente solo i risparmiatori delle quattro banche risolute, ma anche i correntisti degli istituti maggiori che sono andati in soccorso del governo". Adusbef e Federconsumatori hanno denunciato balzelli fino a 25 euro da applicare ai conti correnti, facendo i nomi del Banco Popolare, mentre Ubi e Unicredit sarebbero pronti a seguire a ruota.