Risoluzione del contratto di rent to buy per fallimento

Il contratto di rent to buy, come anticipato, può essere risolto per fallimento sia del conduttore che del locatore: vediamo le differenze.

Quando nella posizione di fallimento si trova il locatore, il contratto prosegue, ferma restando l'esperibilità dell'azione revocatoria fallimentare.

Ciò, a meno che si tratti di contratto concluso a giusto prezzo e avente a oggetto un immobile a uso abitativo, destinato a costituire l'abitazione principale del conduttore, o di suoi parenti e affini entro il terzo grado, o un immobile a uso non abitativo destinato a costituire la sede principale dell'attività d'impresa del conduttore.

Al contrario, in caso di fallimento del conduttore, al locatore spetta l'opzione tra la prosecuzione del rapporto o il suo scioglimento.

In quest’ultimo caso, il locatore può far valere le sue ragioni di credito verso la massa fallimentare, senza che però gli sia dovuto il risarcimento del danno.

Peraltro, a titolo di indennità, egli può trattenere per intero i canoni che gli sono stati versati a meno che non sia stato diversamente convenuto nel contratto.

18 settembre 2014 · Gennaro Andele

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