La legge che approva il rent to buy in italia

Il Decreto legge detto Sblocca Italia, ora, mette nero su bianco il contratto rent to buy, risolvendo alcuni problemi tecnici, i quali derivavano dalla mancanza di una specifica normativa in materia.

Come accennato nell'incipit, per rent to buy si intende il contratto con cui l'inquilino di un appartamento, dopo aver preso in affitto l'immobile per un determinato periodo di tempo, può, al termine della locazione, scegliere se acquistare l'immobile oppure recedere dalla locazione.

Si tratta, dunque, di una formula simile all'affitto con riscatto.

Il rent to buy all'italiana, dunque, viene definito come il contratto che prevede la concessione del godimento di un immobile con diritto per il conduttore di acquistarlo entro una data predeterminata, imputando a prezzo di acquisto la parte di canone di locazione a tal fine indicata nel contratto.

Praticamente, si tratta di uno schema contrattuale che cerca di rimediare alla carenza di liquidità dei potenziali acquirenti, e quindi permette al venditore di finanziare egli stesso l'acquisto, accettando di percepire il prezzo a rate e garantendosi col mantenimento della proprietà nel periodo in cui il conduttore ha il godimento dell'immobile, fino a quando tutti i canoni non saranno pagati.

In parole ancora più semplici, dalla stipula di questo contratto deriva che un conduttore può utilizzare l'immobile di un locatore per il periodo concordato e divenirne proprietario con modalità e tempi convenuti.

Comunque, grazie alla regolamentazione del Dl Sblocca Italia, è permessa, per chi usufruisce del rent to buy, la trascrivibilità nei Registri immobiliari, a condizione che la stipula del contratto avvenga con atto pubblico o della scrittura privata autenticata (è cioè necessario l'intervento del notaio).

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