La Centrale dei rischi: natura, finalità e destinatari a confronto con quelli previsti dalla disciplina CAI

Nel panorama delle banche dati la Centrale d'Allarme Interbancaria si colloca in un ambito diverso rispetto alle centrali dei rischi creditizi, che comprendono quelle banche dati pubbliche e private volte a censire i dati nominativi, le informazioni economiche e il rischio di credito in relazione ad affidamenti concessi dagli intermediari ai singoli clienti, nel cui novero s'inscrive invece l'altro grande archivio informatico, noto appunto come Centrale dei rischi, di cui è titolare la Banca d'Italia in ragione della funzione da essa rivestita di organo di vigilanza bancaria.

Detta Centrale è stata istituita con la deliberazione del Comitato interministeriale per il credito e il risparmio (CICR) del 16 maggio 1962, con la precipua finalità di evitare al sistema bancario i rischi derivanti dal cumulo dei fidi; successive deliberazioni integrative e di adeguamento sono state adottate dal medesimo Comitato interministeriale il 27 novembre 1970, il 29 dicembre 1977 e, da ultimo, il 29 marzo 1994, quest'ultima al fine di adeguare la disciplina della Centrale al testo unico bancario del 1993.

La Centrale Rischi della Banca d'Italia, contiene informazioni su mutui, anticipazioni, aperture di credito etc. pari o superiori a 30.000 euro. Dal primo gennaio 2009, infatti, la Centrale Rischi della Banca d'Italia ha abbassato a 30.000 la propria soglia di competenza (che prima era fissata a 75 mila euro) inglobando la CRIC - Centrale Rischi Importo Contenuto - sempre pubblica, che raccoglieva le segnalazioni di importo “ridotto”.

Vanno ulteriormente distinte da questo sistema pubblico di rilevazione centralizzata dei rischi creditizi le centrali rischi di natura privata, fondate su base volontaria dagli intermediari e sottoposte all'apposito codice deontologico dettato dal Garante per la protezione dei dati personali (CRIF, CTC, EXPERIAN), che mirano a censire soprattutto i dati relativi alla solvibilità della clientela, specie in relazione ad operazioni di credito al consumo.

La Centrale dei rischi istituita presso la Banca d'Italia (CR) dunque, raccoglie i dati nominativi, le informazioni economiche e contrattuali relativi agli affidamenti concessi dagli intermediari ai singoli clienti, qualora superino la soglia di rilevazione stabilita dalla medesima autorità di vigilanza. Come disposto dalla circolare della Banca d'Italia numero 139/1991, per consentire agli intermediari una più completa valutazione del merito di credito della clientela, nella CR vengono rilevate anche le forme di coobbligazione, vale a dire le relazioni di tipo giuridico fra più soggetti solidalmente responsabili nell'adempimento delle obbligazioni assunte nei confronti degli intermediari: cointestazioni, società di fatto, società semplici, società in nome collettivo e, limitatamente ai soci accomandatari, le società in accomandita semplice; rapporti di garanzia; cessioni di credito, operazioni di factoring, sconto pro soluto.

La Centrale dei rischi istituita presso la Banca d'Italia (CR) censisce, inoltre, la qualifica del credito. In pratica, La CR rileva informazioni qualitative sulla situazione debitoria della clientela nel momento in cui si verifica un cambiamento di stato.

In particolare viene rilevato il passaggio dei crediti a sofferenza, la ristrutturazione del credito, nonché la regolarizzazione di posizioni in precedenza segnalate a sofferenza o oggetto di ristrutturazione. Con riferimento a tali informazioni, a fronte di un obbligo mensile di comunicazione della posizione di rischio di ciascun cliente, gli intermediari sono tenuti ad effettuare le segnalazioni entro i tre giorni lavorativi successivi a quello in cui i competenti organi aziendali abbiano accertato lo stato di sofferenza del cliente, approvato la ristrutturazione del credito ovvero preso atto del venir meno della situazione di patologia. Parimenti, l'estinzione da parte del cliente o di terzi del credito appostato a sofferenza ovvero ristrutturato va segnalata entro tre giorni dal pagamento.

La Centrale dei rischi istituita presso la Banca d'Italia (CR) provvede a rendere disponibile a tutti gli stessi intermediari la posizione di indebitamento globale di ciascun soggetto (censito nella Centrale) verso il sistema (cd. posizione globale di rischio) e fornisce, inoltre, agli intermediari un'informativa personalizzata (flusso di ritorno personalizzato) relativa a ciascun cliente segnalato e ai soggetti ad esso legati in una delle forme di coobbligazione previste. Dunque, tale complesso servizio informativo erogato dalla CR funge allo scopo di fornire agli intermediari partecipanti un'informativa utile, anche se non esaustiva, per la valutazione del merito creditizio della clientela e, in generale, per l'analisi e la gestione del rischio di credito e costituisce un valido strumento per migliorare la qualità degli impieghi degli intermediari e in definitiva per accrescere la stabilità complessiva del sistema creditizio e finanziario.

Concludendo, diversamente dalla Centrale d'Allarme Interbancaria (CAI), che ha lo scopo di consentire agli intermediari di valutare il corretto utilizzo degli strumenti di pagamento, assegni e carte di pagamento, del cui uso illecito pubblicizza i nominativi dei protagonisti anche a scopo sanzionatorio, la Centrale dei rischi mira a fornire agli intermediari finanziari informazioni utili per valutare il merito di credito della clientela.

Seppure non può negarsi che anche le informazioni contenute nella CAI, ancorché attinenti a strumenti di pagamento, in definitiva possano concorrere, anche se in modo del tutto indiretto, alla valutazione dell'affidabilità creditizia della clientela, nella misura in cui dal mancato pagamento dell'assegno o dalla sua emissione non autorizzata possa desumersi l'inaffidabilità commerciale del soggetto segnalato in archivio e la consuetudine a condotte di pagamento non corrette, tuttavia è certo che la CAI costituisce un servizio di interesse economico generale che, a differenza della Centrale dei rischi, persegue la diversa e precipua finalità di assicurare "il regolare funzionamento dei sistemi di pagamento" (articolo 10-bis della l. numero 386/1990 e articolo 1, comma 1, del d.m. numero 458/2001) risultando istituita presso la Banca d'Italia quale Autorità preposta, ai sensi dell'articolo 146 del decreto legislativo numero 385/1993, alla sorveglianza sui sistemi di pagamento.

Diversamente, la CR costituisce nel suo complesso uno strumento informativo utile al sistema bancario e finanziario avente la distinta finalità di realizzare una corretta allocazione del credito e di assicurare la stabilità dello stesso sistema finanziario al cui presidio è posta la Banca d'Italia, nel ruolo di autorità di vigilanza bancaria.

24 settembre 2011 · Chiara Nicolai

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  • Rosaria Proietti 26 aprile 2012 at 03:48

    Il protesto dell'assegno, com’è noto, consiste nella constatazione ufficiale eseguita con atto autentico (di notaio o di altro pubblico ufficiale a ciò abilitato, come i funzionari delle stanze di compensazione della Banca d'Italia) del rifiuto del pagamento del titolo, il cui compimento costituisce condizione necessaria affinché il portatore possa esercitare le azioni di regresso (art. 45 del r.d.l. 21 dicembre 1933, n. 1736 nota come legge assegni), mentre il suo difetto non pregiudica l'esercizio dei diritti cartolari nei confronti del traente.

    Anche se nel caso di azione di regresso nei confronti del traente il protesto non è necessario, di solito accade che il creditore, e per esso usualmente la banca negoziatrice, proceda a far constatare con un atto autentico del competente pubblico ufficiale il mancato pagamento del titolo alla data della presentazione. Evidentemente il motivo risiede nel fatto che l'assegno protestato è titolo esecutivo sulla base del quale è possibile ottenere direttamente il precetto.