Regione Toscana - Bonus di 1650 euro per licenziati senza CIG [Commento 1]

  • Simona Poli 11 febbraio 2009 at 05:36

    Disoccupati, cassintegrati, precari. E´'pensando a loro che la giunta regionale ha raggranellato nel bilancio di quest´anno 5 milioni di risorse da destinare a un prestito che non prevede restituzione: 1.650 euro per far fronte al pagamento del mutuo per la prima casa a cui si aggiungono - ma solo per chi ha perso il posto di lavoro in un´azienda che non usufruisce di ammortizzatori sociali - altri 1.650 per sostenere le spese quotidiane.

    Il 2 marzo, quando definirà la variazione di bilancio, la giunta stabilirà anche i parametri di reddito necessari per poter accedere al prestito a fondo perduto. Pochi mezzi, una goccia nel mare per chi non sa come tirare avanti ma almeno la Regione ci prova a fare «qualcosa di sinistra» o, più semplicemente, qualcosa di veramente concreto, sulla linea già imboccata da tanti sindaci, da quello di Livorno che ha stanziato 1 e 650 mila euro, ad Empoli, Calenzano, i comuni di Versilia, lucchesia e pistoiese e fino a Scandicci dove Simone Gheri abbassa la tassa sui rifiuti e permette di rateizzare il pagamento dell´asilo nido.

    «Calcoliamo che durante il 2009 in Toscana dovrebbero esserci dalle due alle tremila persone prive di lavoro e senza cassa integrazione», dice il presidente della Regione Claudio Martini. «Naturalmente il nostro provvedimento è di carattere straordinario, lo consideriamo una misura di aiuto sociale dettata dall´emergenza del momento», avverte. «Ma confidiamo che al nostro piccolo contributo se ne affianchi uno molto più corposo del governo, perché una flotta di pescherecci non può fare gran che se in mare non scende la corazzata. Se è vero, come insiste a dire Berlusconi, che per combattere la crisi ci saranno 4 miliardi nel 2009 e altrettanti il prossimo anno, significa che la Toscana riceverà subito 300 milioni, cioè quattro volte quanto Regione ed enti locali da soli riescono a mettere insieme sì e no 100 milioni».

    In attesa di capire quali saranno le soglie di reddito per ottenere l´una tantum di 1.650 euro, è già sicuro che il requisito fondamentale è quello di essere lavoratori, licenziati o rimasti senza impiego, di aziende in crisi, che hanno chiuso o che hanno ridotto il personale, compresi precari e collaboratori a progetto. Tutti dovranno essere iscritti per almeno tre mesi nelle liste di disoccupazione. Per ottenere l´altro prestito a fondo perduto di 1.650 euro per pagare il mutuo per la prima casa bisogna essere lavoratori rimasti senza impiego e privi di ammortizzatori sociali oppure cassintegrati. I due prestiti sono cumulabili, per chi è nella sfortunata situazione di aver bisogno di entrambi. La prima ipotesi, sfumata, da cui partiva Martini era di chiedere alle banche di congelare le rate del mutuo, senza accumulare interessi, per un periodo di 6-12 mesi.

    «Ne abbiamo discusso con gli istituti bancari ma un accordo in tal senso è risultato complicato, anche dal punto di vista tecnico», spiega Martini che a dicembre aveva annunciato l´intesa per fatta. La giunta ha deciso un pacchetto di misure anche a sostegno delle imprese, mettendo in campo oltre 48 milioni: 15,5 (di cui 1,5 di Fidi) serviranno per le aziende in cerca di un finanziamento perché a corto di liquidità mentre 33 milioni, che arrivano da Bruxelles, sono destinati a coprire i nuovi investimenti.

    Complessivamente con 48 milioni potranno essere garantiti almeno 480 milioni di euro di finanziamenti erogati dalle banche. Per averli gli imprenditori potranno rivolgersi direttamente alla loro banca dal 12 febbraio. Sono previsti incentivi per le aziende che assumeranno i loro precari nel 2009, in piena controtendenza rispetto a chi taglia gli organici.

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