Redditometro e redditest in pillole

Il Redditometro è un metodo di controllo e di determinazione della capacità contributiva: il reddito dichiarato deve risultare coerente con le spese realmente sostenute e con quelle presunte, ricavate sulla base di elementi induttivi e sintetici.

L'Agenzia delle Entrate scrive che si tratta di un metodo di ricostruzione del reddito che, a differenza del passato, non si basa su presunzioni originate dall'applicazione di coefficienti, bensì su dati certi (spese sostenute) e situazioni di fatto (spese medie di tipo corrente, risultanti dall'analisi annuale dell'Istat).

Aggiunge poi che Alla molteplicità delle informazioni utilizzate si aggiunge la garanzia del doppio contraddittorio obbligatorio. L'Agenzia è, infatti, tenuta a dialogare con il contribuente: in fase preventiva, chiedendogli di fornire chiarimenti e di integrare, con i dati in suo possesso, le informazioni a disposizione dell'Amministrazione; in una eventuale seconda fase, per definire la ricostruzione del reddito in adesione. In questo modo il contribuente può sempre fornire la prova contraria prima della quantificazione della pretesa.

Chi legge è, naturalmente, libero di crederci.

Il Redditest invece è un applicativo, disponibile sul sito dell'Agenzia delle Entrate, con il quale il contribuente può testare la congruità del reddito dichiarato rispetto ai criteri induttivi e sintetici di cui si diceva a proposito del redditometro.

L'Agenzia delle Entrate ci tiene a far sapere che Si tratta di uno strumento di compliance che serve a orientare il contribuente sulla coerenza tra il reddito del proprio nucleo familiare e le spese sostenute nell'anno. Per dare inizio al test occorre indicare la composizione della famiglia e il comune di residenza. Vanno poi inserite le spese più significative sostenute dal nucleo familiare durante l'anno. Le voci di spesa sono state aggregate in 7 macro-categorie: abitazione, mezzi di trasporto, assicurazioni e contributi, istruzione, tempo libero e cura della persona, spese varie, investimenti immobiliari e mobiliari netti. Terminata la compilazione, appare un messaggio di coerenza ("semaforo" verde) o di incoerenza ("semaforo" rosso).

Sono andato a cercare su Google compliance per riportarne il significato in questo articolo, ma ho trovato troppe versioni diverse. Comunque a suonare, "compliance" suona bene e mi sembra pure abbastanza tranquillizzante, come parola. Certo ad esser poveri siamo poveri davvero, se, anche nella lingua che fu di Dante, nemmeno gli uomini di Befera sono riusciti ad individuare un termine che rendesse il significato di "campliaaaans". Forse, converrà chiederlo a Serpico ...

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