Soglie per l'accesso ed ammontare delle prestazioni monetarie per il reddito minimo garantito

L'ammontare delle prestazioni monetarie alle famiglie beneficiarie del SIA è pari alla differenza tra la misura delle loro risorse economiche e il livello di riferimento (o di una sua quota a seconda dei vincoli di finanziamento complessivo del programma).

La definizione corretta delle risorse economiche è problema tica, ma cruciale.

L'Isee - un indicatore rappresentato da una media ponderata di reddito e patrimonio - è certamente più idoneo di altri indicatori per definire la condizione economica complessiva di una famiglia, ma, in primis per la presenza della componente patrimoniale, si basa su un concetto più ampio delle risorse monetarie immediatamente spendibili, che appaiono le più rilevanti per una misura di contrasto della povertà.

Ai fini del SIA si suggerisce pertanto di misurare le risorse economiche familiari sulla base di una nozione di reddito familiare complessivo (RC).

In questa prospettiva due aspetti meritano particolare attenzione: il ruolo del costo dell'abitazione e il trattamento delle componenti di trasferimento assistenziale.

Con riguardo al primo punto - valutazione del valore dei servizi dell'abitazione - se si assume che la casa di abitazione sia un bene primario, il valore dei servizi dell'abitazione non andrebbe considerato all'interno di una definizione corretta di reddito disponibile; simmetricamente, la spesa per l'affitto dovrebbe essere dedotta dall'indicatore della condizione economica.

In alternativa, se si considera il possesso dell'abitazione come un'attività di investimento, il reddito disponibile dovrebbe includere una valutazione del fitto figurativo nel caso di abitazione di proprietà, rinunciando alla deduzione dell'affitto in caso di abitazione in locazione. Le due soluzioni - condizionatamente alle rispettive premesse - sono entrambe razionali.

Poiché le soglie Istat includono il costo dei servizi abitativi, per omogeneità si ritiene preferibile scegliere la seconda soluzione, vale a dire una nozione di reddito disponibile al lordo del costo dei servizi dell'abitazione.

Con riguardo al trattamento dei trasferimenti e delle imposte, si possono indicare tre modi alternativi per definire il RC.

  1. Il RC è identificato secondo una nozione comprensiva, assimilabile a quella utilizzata nella imminente riforma dell'ISEE, che includa tutte le prestazioni socio-assistenziali, tenga conto delle problematiche specifiche della disabilità e, per quanto detto sopra, sia al lordo del costo dei servizi dell'abitazione. Il limite di questa scelta - non elevato dal punto di vista distributivo - discende dal fatto che, per ragioni di agevole applicazione di quell'istituto, questa componente è definita al lordo delle imposte sui redditi (Irpef ).
  2. Il RC è definito sottraendo alla nozione precedente tutte le imposte pagate. Nell'attuale regime fiscale, la difficoltà principale per stimare questa misura discende dalla molteplicità dei regimi sostitutivi esistenti: sui redditi dei fabbricati dati in locazione, su talune attività di lavoro autonomo, sui redditi finanziari, sui premi di produzione e sulle rendite dei fabbricati. Questa molteplicità rende complesso stimare l'importo complessivo delle imposte pagate.
  3. Il RC è definito sottraendo alla nozione di cui al punto 1. solamente i versamenti per l'Irpef, l'imposta più rilevante che grava sui redditi da lavoro o pensione che sono presumibilmente i più diffusi fra le persone in povertà. La soluzione che incontra meno ostacoli applicativi e che appare comunque ragionevolmente rispettosa dell'equità distributiva è la prima.

Soglie patrimoniali: L'assunzione della nozione di reddito familiare complessivo come indicatore della condizione economica ai fini del SIA non deve però fare dimenticare il ruolo della situazione patrimoniale.

Il patrimonio rappresenta infatti una determinante fondamentale del benessere, perché fornisce risorse con cui far fronte ad avvenimenti straordinari avversi e rafforza il senso di sicurezza di una famiglia.
Sarebbe iniquo trattare alla stessa maniera due famiglie che hanno redditi parimenti insufficienti, ma che hanno una dotazione patrimoniale diversa.

La considerazione della componente patrimoniale può tuttavia essere causa di inconvenienti nei casi in cui occorra garantire una piena disponibilità in forma liquida delle risorse economiche per far fronte a bisogni in assoluto necessari.

Va tuttavia precisato che queste considerazioni di liquidità riguardano solo la casa di abitazione, mentre appaiono assai meno motivate per il patrimonio mobiliare o per immobili diversi dalla prima casa. In questa prospettiva, sarebbe importante, più in generale, che venissero disciplinati più compiutamente e trovassero più ampia diffusione istituti del tipo reverse mortgage che appaiono adatti a risolvere il problema della liquidità del patrimonio.

Ai fini del SIA, si suggerisce di introdurre soglie patrimoniali per l'accesso facendo riferimento alla disciplina della componente dell'Isee patrimoniale al lordo delle franchigie esistenti.

Comportamenti di consumo: il rischio di concedere sostegni contro la povertà a nuclei non poveri è molto alto in situazioni in cui l'evasione sia molto elevata e la definizione del reddito imponibile dell'imposta progressiva non sia estesa nella misura da includere tutti i redditi di un nucleo familiare.

Ciò può suggerire l'opportunità di introdurre ulteriori vincoli all'accesso al SIA, collegati a manifestazioni di assenza di povertà desunte dai comportamenti di consumo.

Meccanismi di questo tipo sono già stati sperimentati a livello regionale e anche nella sperimentazione della Carta acquisti.

La presenza di consumi che rappresentino indizi di adeguatezza o benessere economico può essere considerata un criterio esplicito di esclusione dall'accesso al programma o, forse più opportunamente, uno strumento di controllo in funzione di accertamenti successivi.

Metodologie di stima dei "consumi presunti" basate sull'analisi di indicatori derivati dalle indagini campionarie, come quelle messe a punto nella provincia autonoma di Trento, e strumenti affini al cosiddetto redditometro possono rivelarsi un utile strumento di controllo purché vengano sottoposti a una scrupolosa verifica in considerazione dell'elevato grado di arbitrarietà insito nelle stime.

Per evidenti ragioni di equità e in assenza di evidenti comportamenti di azzardo morale, il mantenimento della misura dovrebbe essere assicurato fintanto che persista lo stato di bisogno.

Le ragioni della temporaneità sono connesse al peso che si vuole assegnare all'impegno manifestato dai beneficiari per migliorare la propria condizione.

Questo aspetto può essere tenuto sotto controllo prevedendo una riconsiderazione periodica (per esempio, ogni sei mesi) della situazione complessiva del beneficiario (situazione economica e adesione effettiva al patto personalizzato, con ottemperanza delle condizionalità previste).
In ogni caso, l'accesso alla misura dovrà essere possibile in modo continuo durante l'anno e non limitato a scadenze di bandi o altro.

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