Recupero crediti in ambito comunitario - Come ottenere l'ingiunzione di pagamento europea

Si tratta di un procedimento analogo a quello appena descritto, è previsto per le controversie transfrontaliere aventi ad oggetto somme di denaro e fa uso di moduli standard, ma non presuppone che un giudice nazionale si sia già pronunciato nel merito. Il procedimento prosegue fino all'eventuale opposizione del debitore, nel qual caso non si tratta più di un credito non contestato e si può passare al rito ordinario secondo le norme di procedura civile interne dello Stato membro da cui è partita l'ingiunzione di pagamento.

La domanda di ingiunzione di pagamento europea va presentata compilando il modulo A allegato al regolamento e scaricabile in tutte le lingue ufficiali dell'Unione da questo sito.

La domanda deve riportare il nome e l'indirizzo delle parti (ricorrente e convenuto) e una descrizione del caso, deve dimostrare che la controversia è di natura transfrontaliera e descrivere le prove a sostegno della domanda.

Le informazioni sui giudici competenti per l'ingiunzione di pagamento europea nei diversi Stati membri e gli indirizzi ai quali inviare le domande sono consultabili su questo sito.

Il giudice dovrà allora esaminare il fondamento della domanda e, se il modulo è corretto e se avrà ricevuto gli eventuali complementi di informazione richiesti, emetterà l'ingiunzione di pagamento europea entro 30 giorni.

A questo punto l'ingiunzione di pagamento sarà notificata al convenuto che potrà pagare l'importo richiesto oppure contestarlo presentando opposizione all'ingiunzione entro 30 giorni. In tal caso, il procedimento proseguirà dinanzi al giudice civile ordinario secondo le norme di procedura interne.

In caso di mancata opposizione, l'ingiunzione di pagamento europea diviene automaticamente esecutiva. L'esecuzione in un altro Stato membro può essere rifiutata solo se incompatibile con una decisione anteriore riguardante le stesse parti, pronunciata nello stesso Stato membro.

Il ricorrente dovrà allora inviare una copia dell'ingiunzione di pagamento europea, corredata eventualmente di una traduzione, alle autorità competenti dello Stato membro in cui viene richiesta l'esecuzione (ovvero quello in cui è domiciliato il debitore o nel quale possiede dei beni).

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  • Annapaola Ferri 9 dicembre 2013 at 12:14

    Recupero crediti più facile nell'Unione europea. I ministri della Giustizia, con l'Italia rappresentata dal sottosegretario Giuseppe Berretta, hanno raggiunto un accordo per la creazione di un Ordine europeo di sequestro conservativo che, in attesa del giudizio definitivo sulla esigibilità del credito, permetterà il congelamento dei conti del debitore anche prima di ottenere un titolo esecutivo.Potranno essere emesse ordinanze senza che il debitore venga previamente informato garantendo l'effetto sorpresa.

    Secondo quanto riportato dall'agenzia ANSA, grazie all'Ordine europeo di sequestro cautelativo, i creditori potranno rivolgersi alle autorità del paese del debitore e – quando ci sono evidenti motivi di ragione – sfruttare l'effetto sorpresa ed impedire che il debitore moroso svuoti i suoi conti bancari e lasci insolute le fatture portate all'incasso, un fenomeno che fa volatilizzare qualcosa come 600 milioni di euro l'anno per cancellazioni di credito ingiustificate. Ma è per evitare gli effetti negativi di possibili “cause temerarie” che il creditore dovrà versare il deposito.

    Prevista anche la creazione di autorità nazionali ai quali il creditore potrà rivolgersi per ottenere informazioni bancarie sul debitore ed individuare così tutti i suoi conti. L'Italia, ha spiegato il sottosegretario, ha cercato di tutelare la privacy “pressando” ed ottenendo che l'accesso alle informazioni sia però limitato solo alla fase in cui il creditore abbia già ottenuto un titolo esecutivo nel paese del debitore.