Recupero crediti in ambito comunitario - Titolo esecutivo europeo

Il titolo esecutivo europeo è un certificato che accompagna una decisione giudiziaria nazionale, una transazione giudiziaria o un atto pubblico e ne consente l'esecuzione in un altro Stato membro, e vale anche per i crediti non contestati laddove un giudice nazionale abbia già deciso che l'importo in questione è dovuto al ricorrente. Di norma il titolo esecutivo europeo va richiesto al giudice che ha pronunciato la decisione giudiziaria, secondo le norme di procedura interne dello Stato membro in questione.

Ai fini del titolo esecutivo europeo un credito si considera non contestato se il debitore lo ha riconosciuto davanti al giudice, in una transazione giudiziaria o in un atto pubblico, oppure se non lo ha contestato o se, dopo averlo contestato, non è comparso davanti al giudice (ammissione tacita).

Richiedi assistenza gratuita sugli argomenti trattati nell'articolo

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su recupero crediti in ambito comunitario - titolo esecutivo europeo.

Commenti e domande dei lettori

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima autenticarti cliccando qui. Potrai anche utilizzare le icone posizionate in basso nel pannello di registrazione, che ti consentiranno l'accesso diretto con un account Facebook, Google+ o Twitter.

  • Annapaola Ferri 9 dicembre 2013 at 12:14

    Recupero crediti più facile nell'Unione europea. I ministri della Giustizia, con l'Italia rappresentata dal sottosegretario Giuseppe Berretta, hanno raggiunto un accordo per la creazione di un Ordine europeo di sequestro conservativo che, in attesa del giudizio definitivo sulla esigibilità del credito, permetterà il congelamento dei conti del debitore anche prima di ottenere un titolo esecutivo.Potranno essere emesse ordinanze senza che il debitore venga previamente informato garantendo l'effetto sorpresa.

    Secondo quanto riportato dall'agenzia ANSA, grazie all'Ordine europeo di sequestro cautelativo, i creditori potranno rivolgersi alle autorità del paese del debitore e – quando ci sono evidenti motivi di ragione – sfruttare l'effetto sorpresa ed impedire che il debitore moroso svuoti i suoi conti bancari e lasci insolute le fatture portate all'incasso, un fenomeno che fa volatilizzare qualcosa come 600 milioni di euro l'anno per cancellazioni di credito ingiustificate. Ma è per evitare gli effetti negativi di possibili “cause temerarie” che il creditore dovrà versare il deposito.

    Prevista anche la creazione di autorità nazionali ai quali il creditore potrà rivolgersi per ottenere informazioni bancarie sul debitore ed individuare così tutti i suoi conti. L'Italia, ha spiegato il sottosegretario, ha cercato di tutelare la privacy “pressando” ed ottenendo che l'accesso alle informazioni sia però limitato solo alla fase in cui il creditore abbia già ottenuto un titolo esecutivo nel paese del debitore.