Recupero crediti in ambito comunitario - Normativa di riferimento ed organi giurisdizionali competenti

Il regolamento (Bruxelles I numero 44/2001) detta le regole che determinano la scelta del giudice competente a risolvere le controversie transfrontaliere. È infatti fondamentale sapere in quale luogo avviare l'azione. La regola generale vuole che a trattare il caso sia il giudice dello Stato membro in cui risiede il convenuto o nel quale ha sede la società citata in giudizio, ma con alcune eccezioni. Per ulteriori informazioni si rimanda al punto 7.

L'UE ha definito le seguenti procedure volte a semplificare e accelerare le cause transfrontaliere e a far valere più facilmente eventuali diritti nei confronti di convenuti in altri Stati membri.

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  • Annapaola Ferri 9 dicembre 2013 at 12:14

    Recupero crediti più facile nell'Unione europea. I ministri della Giustizia, con l'Italia rappresentata dal sottosegretario Giuseppe Berretta, hanno raggiunto un accordo per la creazione di un Ordine europeo di sequestro conservativo che, in attesa del giudizio definitivo sulla esigibilità del credito, permetterà il congelamento dei conti del debitore anche prima di ottenere un titolo esecutivo.Potranno essere emesse ordinanze senza che il debitore venga previamente informato garantendo l'effetto sorpresa.

    Secondo quanto riportato dall'agenzia ANSA, grazie all'Ordine europeo di sequestro cautelativo, i creditori potranno rivolgersi alle autorità del paese del debitore e – quando ci sono evidenti motivi di ragione – sfruttare l'effetto sorpresa ed impedire che il debitore moroso svuoti i suoi conti bancari e lasci insolute le fatture portate all'incasso, un fenomeno che fa volatilizzare qualcosa come 600 milioni di euro l'anno per cancellazioni di credito ingiustificate. Ma è per evitare gli effetti negativi di possibili “cause temerarie” che il creditore dovrà versare il deposito.

    Prevista anche la creazione di autorità nazionali ai quali il creditore potrà rivolgersi per ottenere informazioni bancarie sul debitore ed individuare così tutti i suoi conti. L'Italia, ha spiegato il sottosegretario, ha cercato di tutelare la privacy “pressando” ed ottenendo che l'accesso alle informazioni sia però limitato solo alla fase in cui il creditore abbia già ottenuto un titolo esecutivo nel paese del debitore.