Recupero crediti in ambito comunitario - Cause transfrontaliere civili in generale

Il regolamento (Bruxelles I numero 44/2001) detta le regole di selezione del giudice competente per le cause transfrontaliere e le procedure di riconoscimento ed esecuzione in un altro Stato membro.

La regola generale vuole che siano competenti i giudici dello Stato membro in cui è domiciliato il convenuto. Tuttavia, se a promuovere l'azione è un consumatore, a questo è lasciata la scelta di adire il giudice del proprio Stato oppure quello dello Stato in cui è domiciliata l'altra parte del contratto. In generale i consumatori intraprendono il procedimento nello Stato membro in cui vivono, e questo per motivi sia di costi che di lingua.

Se l'azione verte sulla violazione di un'obbligazione contrattuale, sono competenti i giudici del luogo in cui l'obbligazione doveva essere eseguita. In caso di responsabilità extracontrattuale derivanti da fatto illecito, sono competenti i giudici del luogo in cui è avvenuto l'evento dannoso. Se per esempio una persona ha subito danni fisici per negligenza altrui, la causa si svolgerà nello Stato membro in cui si è verificato il fatto.

Il regolamento si applica a tutte le cause civili e commerciali e ai crediti contestati o di importo superiore ai 2000 euro.

Determinato il giudice competente e ottenuta una decisione favorevole, occorre ancora che questa sia riconosciuta nell'altro Stato membro. Tuttavia, perché la decisione sia eseguita nell'altro Stato membro bisogna chiedere al giudice dello Stato membro di esecuzione un decreto di esecutorietà. Come per gli altri procedimenti illustrati sopra, una volta rilasciato tale decreto, saranno applicati i procedimenti di esecuzione dello Stato membro del debitore, quali ad esempio il ricorso all'ufficiale giudiziario, al pignoramento dello stipendio ecc.

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Commenti e domande dei lettori

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  • Annapaola Ferri 9 dicembre 2013 at 12:14

    Recupero crediti più facile nell'Unione europea. I ministri della Giustizia, con l'Italia rappresentata dal sottosegretario Giuseppe Berretta, hanno raggiunto un accordo per la creazione di un Ordine europeo di sequestro conservativo che, in attesa del giudizio definitivo sulla esigibilità del credito, permetterà il congelamento dei conti del debitore anche prima di ottenere un titolo esecutivo.Potranno essere emesse ordinanze senza che il debitore venga previamente informato garantendo l'effetto sorpresa.

    Secondo quanto riportato dall'agenzia ANSA, grazie all'Ordine europeo di sequestro cautelativo, i creditori potranno rivolgersi alle autorità del paese del debitore e – quando ci sono evidenti motivi di ragione – sfruttare l'effetto sorpresa ed impedire che il debitore moroso svuoti i suoi conti bancari e lasci insolute le fatture portate all'incasso, un fenomeno che fa volatilizzare qualcosa come 600 milioni di euro l'anno per cancellazioni di credito ingiustificate. Ma è per evitare gli effetti negativi di possibili “cause temerarie” che il creditore dovrà versare il deposito.

    Prevista anche la creazione di autorità nazionali ai quali il creditore potrà rivolgersi per ottenere informazioni bancarie sul debitore ed individuare così tutti i suoi conti. L'Italia, ha spiegato il sottosegretario, ha cercato di tutelare la privacy “pressando” ed ottenendo che l'accesso alle informazioni sia però limitato solo alla fase in cui il creditore abbia già ottenuto un titolo esecutivo nel paese del debitore.