Gli Stati esteri con i quali sono in vigore accordi per lo scambio di informazioni e per l'assistenza al recupero crediti

La direttiva comunitaria sull'assistenza reciproca tra gli Stati membri (e di quelli dell'Unione) per il recupero dei crediti di origine esattoriale (imposte) è stata recepita nell'ordinamento nazionale con il decreto legislativo numero 149 del 14 agosto 2012, che recepisce la direttiva comunitaria 2010/24.

La direttiva comunitaria, che mira a tutelare meglio gli interessi finanziari degli Stati membri e la neutralità del mercato interno, fissa le regole in base alle quali gli Stati membri dell'Unione europea sono tenuti a fornire assistenza per il recupero di eventuali crediti relativi a dazi, imposte e altre misure applicate in un altro Stato membro dell'Unione europea.

L'obiettivo della normativa comunitaria è migliorare e facilitare l'assistenza reciproca in materia di recupero all'interno dell'Unione. Il decreto legislativo, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale numero 202 del 30 agosto 2012, in 19 articoli, fissa le norme di mutua assistenza per il recupero dei crediti sorti nel territorio nazionale o in un altro Stato membro.

Tra le norme di rilevo contenute nel decreto di recepimento della direttiva comunitaria quella che prevede per l'Agenzia delle Entrate italiana la possibilità di essere chiamata a riscuotere anche un credito sorto in un altro Stato membro.

Gli Stati o territori con i quali sono in vigore accordi per lo scambio di informazioni e per l'assistenza al recupero crediti di tipo esattoriale, sono quelli indicati nel seguente elenco:

- Austria
- Belgio
- Bulgaria
- Cipro
- Danimarca
- Estonia
- Finlandia
- Francia
- Germania
- Grecia
− Irlanda
− Islanda
− Lettonia
− Lituania
− Lussemburgo
− Malta
− Norvegia
− Paesi Bassi
− Polonia
− Portogallo
− Regno Unito
− Repubblica ceca
− Romania
− Slovacchia
− Slovenia
− Spagna
− Svezia
− Ungheria

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Commenti e domande dei lettori

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  • paoletto 16 gennaio 2014 at 00:04

    io chiedevo se è possibile per la PA recuperare i crediti a questi soggetti nei loro paesi nel caso pratico, cioè se qualche comune si attiverà mai per riscuotere una multa per esempio ad un romeno in un villaggio della romania?

    • Simone di Saintjust 16 gennaio 2014 at 04:54

      La cosa è teoricamente possibile. La multa non pagata diventa un credito esattoriale di cui si occupa il concessionario della riscossione del Comune. Il concessionario trasmette la richiesta di escussione coattiva all'omologo nel paese estero con cui vige l'accordo di assistenza. Quest'ultimo soggetto si occuperà di avviare le azioni di recupero crediti in terra straniera, se ve ne sono i presupposti, con le modalità e le forme previste dalle leggi del paese in cui si è trasferito il debitore.

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