Esempio di recupero crediti epistolare scorretto

Un esempio di recupero crediti epistolare scorretto

In allegato al presente post potete trovare un esempio di come NON devono essere inviate comunicazioni ai debitori da parte dei creditori.

Il creditore in questione è un'importante società cessionaria di crediti, che opera a livello nazionale.

Analizziamo le scorrettezze della presente comunicazione:

  1. la comunicazione è arrivata a mezzo cartolina postale, aperta e leggibile da chiunque. Contiene inoltre nel testo elementi che possono ricondurre al recupero crediti. La somma di questi due elementi è stata sanzionata dal Garante della privacy, il quale ha sancito che le comunicazioni rivolte ai debitori devono essere inviate in busta chiusa.
  2. la comunicazione è strutturata in modo da simulare un atto giudiziario, o quantomeno è fatta in modo da indurre il cittadino più debole a poter pensare in qualche modo di trovarsi di fronte ad un atto giudiziario. Tale comportamento, secondo la giurisprudenza più recente, può configurare il reato di estorsione.

Il creditore in questione è passibile sicuramente di segnalazione al Garante della Privacy, ed a mio parere potrebbe essere analizzata anche la possibilità di una querela per estorsione.

In ogni caso, non buttate mai via queste comunicazioni casomai Vi arrivassero, ma conservatele accuratamente.

L'Antitrust sanziona due società di recupero crediti per pratiche epistolari scorrette nei confronti dei debitori

L'attività epistolare scorretta posta in atto da Eurotec ed Eurocredit consisteva nel bersagliare i debitori con atti di citazione per crediti presumibilmente prescritti.

Le istruttorie aperte nei nei confronti di EUROREC (Agenzia Nazionale Cartolarizzazioni e Recupero Crediti Srl) e dell'impresa individuale EUROCREDIT, hanno condotto a sanzioni per 100 mila euro ciascuna, con provvedimenti adottati in data 12 dicembre 2012.

Secondo quanto ricostruito dall'Antitrust, alla luce di diverse segnalazioni inviate da alcune associazioni di consumatori, le due imprese inoltravano a diversi consumatori, tramite studi legali convenzionati, atti di citazione presso sedi di Giudici di Pace territorialmente incompetenti, al solo fine di intimorire i debitori e spingerli al pagamento di crediti, presumibilmente prescritti o di dubbia esigibilità, acquisiti da una compagnia telefonica fallita.

Dalle segnalazioni ricevute risulta, infatti, che le due società tentavano di recuperare crediti relativi a fatture già pagate o a fatture non pagate per la mancata attivazione dei servizi telefonici oppure relativi a consumatori che hanno dichiarato di non essere mai stati clienti della società telefonica. Si trattava, inoltre, di crediti presumibilmente prescritti e agli atti di citazione inviati ai consumatori, tra l’altro, non seguiva alcuna iscrizione della causa a ruolo.

A tale proposito, ricordiamo che una causa ordinaria comincia sempre con la notifica di un atto chiamato “citazione”. Tuttavia questa attività, da sola, non è idonea a far sorgere il rapporto processuale vero e proprio. È, infatti, ulteriormente necessario che il creditore depositi, presso la cancelleria del Tribunale competente, il proprio fascicolo di parte e la prova dell'avvenuta notifica della citazione. Solo dopo il compimento di tale attività (che si chiama “iscrizione a ruolo della causa”) si instaura il giudizio: è infatti solo da allora che viene coinvolto il magistrato, messo così a conoscenza - attraverso tale deposito - che vi è stata la notifica di una citazione.

Le condotte delle due aziende sono state ritenute pratiche commerciali aggressive, in quanto in grado di condizionare indebitamente i debitori. Attraverso la loro attività le imprese hanno ingenerato nei destinatari degli atti di citazione, il convincimento che, a prescindere dalla fondatezza della richiesta, fosse preferibile provvedere rapidamente al pagamento dell'importo contestato piuttosto che esporsi ad un contenzioso giudiziario in realtà inesistente.

Di seguito i link ai provvedimenti di cui abbiamo riferito.

Provvedimento PS8215 Eurorec
Provvedimento PS8302 Eurocredit

28 agosto 2013 · Carla Benvenuto

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Stai leggendo Esempio di recupero crediti epistolare scorretto Autore Carla Benvenuto Articolo pubblicato il giorno 28 agosto 2013 Ultima modifica effettuata il giorno 16 marzo 2017 Classificato nella categoria tutela debitore - difesa dalle scorrettezze Inserito nella sezione tutela dei beni del debitore del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

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