Cosa fare per recuperare il credito contenuto in una cambiale?

La cambiale è considerata un titolo esecutivo dalla legge (regio decreto numero 1669/33, articolo 63). Nella pratica, questo comporta che, ove il credito non sia pagato alla scadenza della cambiale, è possibile procedere direttamente all'esecuzione forzata. Il pagamento della cambiale dovrà essere chiesto formalmente a mezzo di un precetto (cioè un'intimazione ad adempiere) notificato al debitore. Se il pagamento della cambiale non interviene nei dieci giorni successivi alla notifica del precetto, si potrà procedere al pignoramento e alla vendita forzata dei beni del debitore. Una disciplina simile è stabilita per l'assegno bancario.

Richiedi assistenza gratuita sugli argomenti trattati nell'articolo

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su cosa fare per recuperare il credito contenuto in una cambiale?.

Commenti e domande dei lettori

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima autenticarti cliccando qui. Potrai anche utilizzare le icone posizionate in basso nel pannello di registrazione, che ti consentiranno l'accesso diretto con un account Facebook, Google+ o Twitter.

  • luigetto 5 novembre 2013 at 13:06

    Buongiorno. Dopo un decreto ingiuntivo emesso nel 2001 dal Giudice del lavoro nei confronti di un Comune dove prestavo servizio per il riconoscimento di una somma remunerativa dello stipendio non corrisposta, seguiva una prima opposizione dell'ente la quale veniva dichiarata inammissibile per scadenza dei termini dal magistrato e subito dopo una richiesta di riammissione con ricorso in appello dal quale scaturiva il 4 marzo scorso una sentenza definitiva con condanna dell'ente al pagamento della somma richiesta più gli interessi legali. Dopo i vari tentativi fatti dal mio legale compresa la trasmissione della sentenza il Comune si ostina a non pagare. Cosa si può fare. Mi hanno detto che anche con decreto esecutivo l'ente può fare un nuovo ricorso e ritardare ulteriormente il pagamento, E' vero?

    • Simonetta Folliero 5 novembre 2013 at 13:18

      L'avvocato che l'ha assistita, le avrà certamente spiegato quali possono essere gli scenari futuri. La sentenza, da quanto lei riferisce, dovrebbe essere passata ormai in giudicato e non potrà essere rimessa in discussione la sua qualità di creditore e quella del Comune di debitore insolvente. Il Comune può ritardare di ottemperare ai suoi obblighi come un qualsiasi debitore, dal momento che è pressoché impossibile pignorare i conti correnti dove vengono versati gli stipendi destinati ai dipendenti e i fondi trasferiti dallo Stato e dalle Regioni a vario titolo (ammesso che ciò avvenga). Può tentare la strada della compensazione forzata, con il supporto di un buon fiscalista (non si devono sbagliare i calcoli), versando nelle casse comunali, a fronte di tributi locali dovuti (IMU, TIA, Tarsu), solo la quota di competenza regionale e statale.

    1 2 3 4