Riapertura del fallimento

Il fallimento può essere riaperto quando i creditori non sono stati integralmente soddisfatti oppure quando il fallimento si è chiuso per mancanza di attivo.

In tali casi il Tribunale può dichiarare la riapertura a condizione che:

  • nel patrimonio del fallito vi sia un attivo che faccia apparire utile la riapertura;
  • quando il fallito offra garanzia di pagare almeno il 10% ai creditori vecchi e nuovi;
  • non siano passati 5 anni dalla chiusura del fallimento.

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5 luglio 2013 · Paolo Rastelli

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  • enzodamico 6 agosto 2015 at 11:04

    Prima del fallimento dell'azienda della quale ero dipendente, avevo stipulato una cessione del quinto ad una finanziaria. La stessa non si e insinuata al passivo nella procedura fallimentare per il credito del mio tfr. Adesso, visto che la finanziaria non esiste più e quindi non ha chiesto al curatore il credito vantato sono trascorsi 5 anni dalla cessazione del mio rapporto di lavoro. Volevo chiedere se la normativa in materia concede a me il diritto di insinuarmi tardivamente per richiederlo al fondo di garanzia (visto che comunque uno stralcio l avevo pagato)? grazie

    • Simone di Saintjust 6 agosto 2015 at 15:59

      Il TFR costituisce una garanzia per la finanziaria cessionaria del quinto nel caso di licenziamento per giusta causa o per dimissioni volontarie del dipendente debitore. Il rapporto fra lei ed il creditore è sopravvissuto al fallimento del datore di lavoro ed il creditore non era tenuto all'insinuazione al passivo.

      Lei avrebbe dovuto insinuarsi al passivo per il recupero del TFR: ormai credo non troverà risorse di cui beneficiare.

      In ogni caso, la situazione sembra essere alquanto articolata e l'esposizione, al contrario, troppo sintetica. Su queste basi non è possibile esprimere alcun parere.

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