La liquidazione dell'attivo

Ha la funzione di convertire in denaro i beni del fallito. Essa avviene tramite un programma di liquidazione preparato dal curatore ed approvato dal giudice, con il parere vincolante del comitato dei creditori.

Il piano viene formato entro 60 giorni dalla redazione dell'inventario dei beni del fallito

Il programma indica i termini e le modalità previste per la realizzazione dell'attivo ed in particolare: l'eventuale esercizio provvisorio dell'impresa, le proposte di concordato con il loro contenuto, le azioni risarcitorie, revocatorie, e restitutorie intraprese per conto del fallito ed ai danni dello stesso, le possibilità di cessione dell'azienda o di singoli rami o di singoli beni e le relative condizioni.

Per la vendita dei beni la legge attribuisce preferenza alla vendita in blocco dell'azienda, potendosi procedere a vendita dei singoli beni solo quando è prevedibile che la pria non possa avvenire.

La vendita dell'azienda può avvenire all'incanto o a trattativa privata, al curatore spetta la scelta tra quale delle due si riveli nel caso concreto più competitiva.

La vendita di singoli beni può avvenire invece in base alle offerte private perché la nuova legge fallimentare non considera vincolanti in tal caso il sistema dell'incanto o il sistema senza incanto previsto dal codice di procedura civile, ma il curatore può decidere, nel programma di liquidazione, la modalità di vendita più conveniente ai fini del maggior realizzo possibile. Costui potrà quindi prevedere nel piano qualsiasi forma di vendita, sulla base del solo giudizio di convenienza per la procedura .

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Stai leggendo La liquidazione dell'attivo Autore Paolo Rastelli Articolo pubblicato il giorno 5 luglio 2013 Ultima modifica effettuata il giorno 19 giugno 2016 Classificato nella categoria procedure di recupero crediti Inserito nella sezione recupero crediti del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

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