La società di recupero crediti presume errando che il defunto abbia proprietà

La società di recupero crediti forse presume che il signor XY (che non sa essere defunto) debba necessariamente avere una qualche proprietà.

Non essendo stato diseredato a suo tempo dalla moglie defunta (lo prova l'assegnazione dell'usufrutto con testamento) c'è il problema che il coniuge proprietario dell'immobile non poteva lasciare il marito in braghe di tela.

Si può fare testamento di una quota di eredità indicata come "disponibile", ma al coniuge va riconosciuta almeno una parte "legittima".

Diciamo che la successione in capo al debitore defunto appare fortemente viziata. Anche perchè il coniuge XY aveva comunque diritto di abitazione "iure proprio". L'assegnazione di un usufrutto con legato, integra un plus assolutamente insignificante rispetto alla legittima cui egli aveva comunque diritto.

17 ottobre 2012 · Piero Ciottoli

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