Fase giudiziale di recupero crediti in caso di fallimento del debitore

In generale, nel caso in cui il debitore sia un imprenditore commerciale e si trovi in stato di insolvenza è possibile attivare la procedura concorsuale di fallimento. Tale procedura è finalizzata a realizzare coattivamente ed in modo paritario i diritti dei creditori, attraverso la liquidazione delle attività presenti nel patrimonio del debitore.

Quanto ai due requisiti, la qualità di imprenditore implica che sono esclusi dalla procedura fallimentare: piccoli imprenditori, imprenditori agricoli, enti pubblici (per i quali è prevista la liquidazione coatta amministrativa), e le grandi aziende in crisi (per le quali è prevista l'amministrazione straordibnaria).

Infine, stato di insolvenza significa che il debitore non è più in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni, e può essere provato ad es. attraverso una serie reiterata di protesti cambiari, un verbale di pignoramento con esito negativo (ad es. per mancanza di beni pignorabili), ecc.

L'importante è che il debitore non riesca a dimostrare la sua capacità di rimborso anche mediante un piano di rientro. Con la sentenza dichiarativa di fallimento il debitore viene privato dei suoi beni (con alcune eccezioni: assegni a carattere alimentare, beni e diritti strettamente personali, ecc) che vengono sottoposti all'amministrazione del curatore fallimentare, il quale redige l'inventario e provvede alla loro liquidazione.

fonte zonaprestiti.com

4 luglio 2013 · Paolo Rastelli

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  • Marzia Ciunfrini 14 maggio 2012 at 06:59

    Alberto, recuperatore crediti (forse di origini sarde) ha un metodo infallibile per costringere i debitori a pagare: lo “sversamento del mignolo”.

    Lui asserisce che dà un dolore atroce e che quasi sempre il debitore finisce col pagare. Ma garantisce anche che il dito si piega, ma non si spezza

    Peccato che il link all'audio di Radio 24 non sia più disponibile.

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