Agos Ducato e findomestic - a quale società di recupero crediti si appoggiano?

Qualcuno sa qual è la società di recupero crediti alla quale si appoggiano Agos Ducato e Findomestic per recuperare i crediti nella regione Lombardia.

Nello specifico Milano?

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Commenti e domande dei lettori

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  • marcoant 14 ottobre 2013 at 23:18

    Salve.Sono un uomo di mezza età,dipendente pubblico.Negli anni ho rifinanziato più volte i miei debiti,dovuti a vicende familiari e non a vizi o a vita da cicala(neppure bevo o fumo o vado al cinema...).Purtroppo sarò costretto a dover interrompere i pagamenti( a mezzo addebito RID), in quanto le uscite superano le entrate e sono 2 mesi che non riesco ad onorare gli alimenti decretati dal giudice.Il mio debito si aggira (prestito e carta revolving con una finanziaria) sui 40.000euro, per i quali verso 650 euro.Ad altra finanziaria,a mezzo bollettino,pago 140 euro mensili + 80 alle poste(per 2500 euro di debito).Il mio fido bancario è superato(2500 euro). Ho in busta paga ritenuta per prestito aziendale con rata di 260 euro(quadriennale) + 75(quinquennale) per restituzione debito aziendale collettivo . Devo assegno mantenimento figlio per 350 euro(che verso sul conto della madre).Il mio netto in busta paga è di 1025 euro,comprensivo dell'assegno familiare di 75 euro.Quindi,debiti per circa 50.000euro,uscite mensili per essi:870 + 350 alimenti=1220...Da considerare che lavoro fuori regione e pago per una stanza 300 euro praticamente in nero...Sono una persona onesta e ho sempre cercato di far fronte agli impegni presi ma adesso proprio non mi riesce più...Pensavo a questo punto di chiedere la cessione di 1/5 e pagare almeno una porzione dei debiti ed avere contenzioso con solo una finanziaria.Nella migliore delle ipotesi, mi ritroverei 750 euro al netto in busta paga (comprensivo di assegno familiare di 75 euro e 60 di detrazione familiare).Ritenute in busta paga:250 prestito doppio inpdap+250 cessione di 1/5 + 75 debito aziendale collettivo(causa persa dai dipendenti ricorrenti verso l'amministrazione).Alle 750 euro,vanno poi detratte le 350 per assegno familiare.Quindi,rimarrebbero 400 euro per vivere (naturalmente,dovrò lasciare anche la stanza in affitto e cercare al tempo stesso una soluzione quale una roulotte o dormire in auto).Risiedo a casa di mia madre(fuori regione rispetto a dove lavoro) che è malata di cuore,per cui ho intenzione di cambiare residenza(magari nella stanza dove dormo,prima di andare via.Sperando che il proprietario mi venga incontro)per evitarle stress emotivi.Non è mia intenzione sfuggire e darò tutti i riferimenti di dove eventualmente risiederò,pur che non coinvolgano mia madre.Pertanto vi chiedo:
    1)Se cambio residenza,possono importunare mia madre con telefonate o pressioni di altro genere?
    2)Mia madre è pensionata ma non c'entra nulla con i miei debiti:possono accampare diritti sulla casa,sull'asse ereditario(ho anche altri 2 fratelli)?
    3)Ho auto che ha più di 20 anni,che mi è necessaria per potermi collegare con i mezzi pubblici o per eventuale emergenza quando mi trovo in casa familiare o quando vado ad incontrare mio figlio piccolo:possono pignorarmela o farmi il fermo amministrativo?(quotata 1000 euro max).
    4)Quanto possono pignorarmi sullo stipendio nella mia situazione?Come faccio a far presente al giudice che devo versare anche 350 euro per alimenti,visto che non compare in busta paga questa voce?
    5)Se io risiedo in altro luogo,possono andare a pignorare a casa di mia madre?
    6)A chi posso rivolgermi per un'eventuale tutela legale,visto che non posso permettermelo?C'è un'associazione di tutela o di consumatori che possa seguire un caso come il mio?
    A volte penso di farla finita...ma mi rendo conto che non posso permettermelo.
    Grazie per le eventuali risposte.

    • Ornella De Bellis 15 ottobre 2013 at 05:52

      Abbiamo più volte scritto che è inutile pagare i creditori a pioggia o a giorni alterni. Quando la situazione di sovraindebitamento è ormai conclamata, risulta estremamente dannoso contrarre nuovi debiti per pagare i vecchi debiti. Bisogna concentrarsi e smettere di pagare. Altrimenti il vizio può seriamente danneggiare la salute.

      Specie per chi possiede uno stipendio o pensione, ma non è proprietario di immobili o pingui conti correnti, la soluzione si chiama consolidamento dei debiti per via giudiziale. Si attende che il primo creditore si rivolga al giudice per il pignoramento del quinto. Gli altri, poi, eventualmente si accoderanno e dovranno avere la pazienza di aspettare, facendo gli scongiuri, acché il creditore abbia lunga vita.

      Veniamo adesso alle risposte. Relativamente alle prime due chiariamo subito che dei debiti di figli maggiorenni non rispondono i genitori (nè fratelli e sorelle). Potrebbero però esserci degli effetti collaterali legati al cambio di residenza. In base al principio di presunzione di proprietà tutti i beni presenti nella residenza del debitore sono considerati di proprietà del debitore e dunque sono pignorabili. Va tuttavia aggiunto che molto raramente (e a meno che la residenza non sia di pregio) il creditore ricorre al pignoramento presso la residenza del debitore. Trattandosi di azione esecutiva dai costi certi e dagli esiti molto incerti.

      Per quanto riguarda il fermo amministrativo (evidentemente lei ha debiti con Equitalia o altre concessionarie della riscossione per debiti erariali, contributivi, originati da tributi locali o da sanzioni amministrative) bisogna subito dire che la legge mette a disposizione del creditore esattoriale un'arma assai efficace. Egli infatti, una volta disposto il fermo sul veicolo, non dovrà anticipare costi di custodia nè quelli necessari alla vendita all'asta. Semplicemente il debitore non potrà utilizzare il veicolo e si vedrà, praticamente, coartato a pagare il debito.
      Ed allora, l'unica soluzione è quella di trasferire il bene a terzi per evitare il fermo, a meno che non si abbia partita IVA e si voglia correre il rischio di dimostrare al creditore che il veicolo serve per il proprio lavoro.

      Infatti, il Decreto del Fare ha stabilito che non può essere disposto il fermo amministrativo sugli automezzi dell'impresa che sono strumentali all'attività svolta. E questo perché il contribuente che ne risulta privato non è in grado di lavorare e quindi di produrre la liquidità necessaria per pagare i debiti che ha con il Fisco.

      In chiusura affrontiamo il problema del pignoramento di stipendi e pensioni. Allo scopo la rimando ad una apposita sezione del portale, dove troverà tutte le informazioni di cui ha bisogno. Qui aggiungo solo che, come avrà modo di vedere, il giudice, nella valutazione della quota pignorabile deve tenere conto solo di eventuali pignoramenti o cessioni del quinto in corso. Insomma, i 350 euro di alimenti entrano in gioco solo se lei non li corrisponde e l'ex coniuge procede al pignoramento.

      Per la tutela legale troverà sicuramente un'associazione di consumatori sul territorio in cui vive, che potrà assisterla ad un costo ragionevole e contenuto. Con un debitore nelle sue condizioni gli unici legittimati a pensare di farla finita dovrebbero essere i suoi creditori ...