Le considerazioni sulla multa alla società di recupero crediti

Diverse associazioni dei consumatori hanno manifestato la propria soddisfazione per il provvedimento in esame.

Le missive erano impostate con modalità idonee a ingenerare nei consumatori l'erroneo convincimento di esser destinatari di vere e proprie ingiunzioni da parte dell'Agenzia delle Entrate.

Già a Settembre di quest’anno erano state inviate diverse richieste per cercare di stroncare l'odioso fenomeno del fiscal sounding.

Si tratta dell'uso a dir poco disinvolto da parte di alcune società di recupero crediti di avvisi spediti in buste verdi, come quelle usate dall'amministrazione fiscale, zeppi di termini para-legali e diciture tributarie.

Un comportamento stigmatizzato anche in sede dell'Osservatorio sul recupero Crediti promosso dalle associazioni dei consumatori con la società Euroservice.

A questo punto i consumatori hanno un'arma in più per difendersi da questi abusi potendo denunciare direttamente o tramite le associazioni azioni di recupero analoghe che per l'Antitrust integrano una pratica commerciale scorretta.

L'episodio dimostra infine che l'impianto normativo e di controllo del recupero crediti in Italia, incardinato dall'ormai lontano 1931 sulla disciplina delle Agenzie d'affari prevista all'articolo 115 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (R. D. numero 773/1931), non regge più alla nuova realtà del secondo millennio.

18 novembre 2013 · Giovanni Napoletano

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