Recupero crediti scorretto e la sanzione agcm: il provvedimento nel dettaglio

Secondo informazioni acquisite ai fini dell'applicazione del Codice del Consumo e le segnalazioni dell'Agenzia delle Entrate, di un'Associazione di consumatori e di un consumatore, pervenute nel periodo giugno/settembre 2013, il professionista avrebbe inoltrato, a diversi consumatori, al fine di recuperare presunti crediti, lettere di preavviso di esecuzione forzata.

Tali comunicazioni, facenti riferimento ad un titolo esecutivo rappresentato da un'ordinanza di ingiunzione senza alcuna indicazione degli estremi del titolo del debito, avvertono di un presunto inizio di un procedimento esecutivo avanti il tribunale competente per il pignoramento immobiliare e mobiliare rilevando che previo ordine del Tribunale, si procederà con l'Ufficiale Giudiziario all'asporto dei suddetti beni, se necessario con l'intervento della forza pubblica e forzando la porta in caso di sua assenza e sono impostate con modalità idonee ad ingenerare nei consumatori l'erroneo convincimento di esser destinatari di una procedura esecutiva iniziata dall'amministrazione finanziaria pubblica.

Le richiamate modalità, evidenziate, in particolar modo, dalla stessa Agenzia delle Entrate, sono rappresentate, nello specifico, dai segni distintivi usati dalla società, quali la denominazione sociale e il logo, che evoca quello della Repubblica, dal titolo el firmatario Il Direttore Ufficio Entrate e dal riferimento al fatto che la comunicazione sarebbe effettuata ai sensi dell'articolo 14 della legge numero 890/82 in quanto spetta solo all'amministrazione finanziaria pubblica il legittimo esercizio del potere di notifica ai sensi di quella legge.

Inoltre, sebbene il professionista si definisca come esattoria, non risulta compreso nell'Albo istituito dall'articolo 53 del Decreto Legislativo numero 446/97 dei soggetti abilitati alla gestione delle attività di liquidazione e di accertamento dei tributi e quelle di riscossione dei tributi e di altre entrate delle province e dei comuni.

Ritenuto, pertanto, che dall'esame degli atti del procedimento emergono elementi tali da avvalorare la necessità di provvedere con particolare urgenza al fine di impedire che la pratica commerciale sopra descritta, consistente nell'inoltro dei citati preavvisi di esecuzione forzata, continui ad essere posta in essere nelle more del procedimento di merito, dispone ai sensi dell'articolo 27, comma 3, del Codice del Consumo e dell'articolo 8, comma 1, del Regolamento, che la società Agenzia Riscossioni alias Esattoria srl:

  1. sospenda ogni attività d'inoltro dei citati preavvisi di esecuzione forzata;
  2. comunichi all'Autorità l'avvenuta esecuzione del presente provvedimento di sospensione e le relative modalità entro 10 giorni dal ricevimento del presente provvedimento, inviando una relazione dettagliata nella quale vengano illustrate le misure adottate.

Ai sensi del combinato disposto dell'articolo 27, comma 12, del Codice del Consumo e dell'articolo 23, comma 12-quinquiesdecies, del decreto legge 6 luglio 2012, numero 95, come modificato dalla legge 7 agosto 2012, numero 135, in caso di inottemperanza alla presente delibera l'Autorità applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 a 5.000.000 euro.

Nei casi di reiterata inottemperanza l'Autorità può disporre la sospensione dell'attività di impresa per un periodo non superiore a trenta giorni.

Richiedi assistenza gratuita sugli argomenti trattati nell'articolo

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su recupero crediti scorretto e la sanzione agcm: il provvedimento nel dettaglio.

Commenti e domande dei lettori

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima autenticarti cliccando qui. Potrai anche utilizzare le icone posizionate in basso nel pannello di registrazione, che ti consentiranno l'accesso diretto con un account Facebook, Google+ o Twitter.