Recupero crediti e pratiche scorrette » Antitrust multa Fire S.p.a.

Un nuovo provvedimento dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm), su segnalazione di Confconsumatori, ha sanzionato la società di recupero crediti Fire spa per 300 mila euro.

Recupero crediti e pratiche scorrette » La vicenda

L'Agcm, con il provvedimento 24473, ha multato l'impresa di Messina per pratica aggressiva perchè, nel svolgere la sua attività di recupero crediti inoltrava, ai consumatori, atti di citazione con l'indicazione fittizia della data della prima udienza, presso sedi di Giudici di Pace sistematicamente diverse da quelle territorialmente competenti e senza quasi mai procedere ad iscrivere a ruolo la causa.

Su ben 4.160 di atti di citazione inoltrati, tramite i loro avvocati, solo il 3,43% riguarda citazioni instaurate presso Giudici di pace competenti e solo l'1,49% riguarda cause effettivamente iscritte a ruolo.

i consumatori destinatari degli atti di citazione ne erano immediatamente spaventati.

A prescindere dalla fondatezza della propria posizione debitoria, e senza poter valutare la completezza e la correttezza della richiesta, preferivano provvedere rapidamente al pagamento dell'importo intimato, piuttosto che esporsi ad un contenzioso giudiziario.

La condotta di Fire, in buona sostanza, era idonea a creare un grado di pressione psicologica tale da condizionare il comportamento del consumatore ed è perciò stesso stata ritenuta commercialmente scorretta e aggressiva.

La Fire agiva su mandato di diverse società: Agos Ducato S.p.A., Seat Pagine Gialle S.p.A., GDF Suez Energie S.p.A., Sorgenia S.p.A. e Securisation Services Funding S.A., che avevano conferito l'incarico di svolgere le attività di gestione e di recupero dei crediti.

Recupero crediti e pratiche scorrette » Il provvedimento in termini tecnici

Secondo il provvedimento 24473 dell'Agcm, la condotta del professionista appare idonea a determinare nel consumatore medio un indebito condizionamento, ingenerando il convincimento che, a prescindere dalla fondatezza della propria posizione debitoria, sia preferibile provvedere rapidamente al pagamento dell'importo richiesto, piuttosto che esporsi ad un contenzioso giudiziario.

Gli atti di citazione, manifestamente temerari, inoltrati sono idonei a esercitare, infatti, nei confronti dei destinatari, un notevole grado di pressione psicologica suscettibile, nella sostanza, di determinare un significativo condizionamento delle scelte e dei comportamenti.

La pratica commerciale in esame appare, inoltre, non conforme al livello di diligenza professionale ragionevolmente esigibile nel caso di specie, in quanto non si è riscontrato da parte del professionista il normale grado della specifica competenza ed attenzione che ragionevolmente ci si poteva attendere, avuto riguardo alle caratteristiche dell'attività svolta.

Pertanto, la pratica oggetto di contestazione risulta aggressiva e scorretta, in violazione degli articoli 20, comma 2, 24 e 25 del Codice del Consumo, in quanto contraria alla diligenza professionale e idonea a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico dei consumatori interessati.

Sulla base di tali elementi, si ritiene di determinare l'importo della sanzione amministrativa pecuniaria applicabile alla Fire S.p.A. nella misura di 300.000 € (trecentomila euro).

A questo punto se il comportamento viene ripetuto nel 99% dei casi e pare che non è la prima volta, la domanda che sorge spontanea è: ma le società mandati a chi si affidano?

Recupero crediti e pratiche scorrette » Fire s.p.a propone ricorso al Tar

Dal canto suo, Fire spa., ha lasciato trapelare un comunicato stampa nel quale annuncia di proporre ricorso al TAR del Lazio contro la sanzione amministrativa comminata dall'Antitrust.

Il Presidente della Società avverte:Una eccessiva e non sempre giustificata tutela del consumatore-debitore rischia di mettere in ginocchio l'economia del Paese.

Beh, se lo dice lui.

18 settembre 2013 · Giovanni Napoletano

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Commenti e domande dei lettori

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  • Cosimo Longo 10 maggio 2016 at 13:08

    Se il creditore ha disattivato il contratto va pagato lo stesso il debito alla agenzia per recupero.

    • Ludmilla Karadzic 10 maggio 2016 at 13:21

      Sì, se il contratto di fornitura di servizio è stato risolto per inadempienza del contraente.

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