Recupero crediti » Come difendersi dagli abusi e dalle scorrettezze?

Stanno aumentando, nel nostro Paese, sempre di più le denunce contro le agenzie di recupero crediti che praticano lo stalking creditizio: ovvero abusi e scorrettezze verso il debitore per il recupero delle somme insolute. In questo articolo, vi spieghiamo come difendersi.

Siamo, da un bel po' , purtroppo, in tempo di crisi. Ormai, gestire il bilancio familiare diventa sempre più un problema e in molti sono costretti a chiedere prestiti anche solo per riuscire a fare la spesa e pagare le bollette.

Le soluzioni, per le persone in difficoltà, possono essere diverse: è bene informarsi su pratiche più sicure, come la cessione del quinto o i prestiti Inpdap.

Ma, lo dicono i numeri, le opzioni più usate sono sempre le più scomode: si ricorre spesso, infatti, alle banche o agli intermediari finanziari per ottenere denaro liquido.

Però, in caso di insolvenza, questi operatori si affidano a società di recupero crediti che non sempre agiscono nella più totale trasparenza.

Su una cosa siamo d'accordo: i debiti vanno pagati. Ma non è giusto, al contrario, che molti debitori debbano subire comportamenti ai limiti della legalità, tanto da sembrare uno stalking creditizio.

In questi casi, non è più questione di moralità, ma di illecito vero e proprio.

Quando il pressing telefonico raggiunge livelli esasperanti, ed alcune società di recupero crediti arrivano a interrogare i vicini di casa, inviare sms, ed avvertire persino i datori di lavoro, si commette un reato.

Il Garante della Privacy, infatti, ha raccolto le numerose denunce da parte dei debitori e ha deciso di intervenire per fare chiarezza su quali comportamenti delle società di recupero crediti vanno considerati illegali, in modo da tutelare i debitori.

Come accennato in altri nostri interventi, il provvedimento dell'Authority stabilisce che i solleciti di pagamento debbano essere riportati esclusivamente al debitore, escludendo la possibilità che terzi possano venirne facilmente a conoscenza.

Avvisi di mora affissi sulla porta di casa, telefonate a familiari, vicini o al datore di lavoro e telefonate preregistrate sono, quindi, da ritenersi illecite.

Proprio per questi abusi e scorrettezze, nel corso dell'anno sono state condannate multate e condannate diverse società di recupero crediti: citiamo, ad esempio, la GE.RI. Gestione Rischi srl e la Elliot srl.

7 maggio 2014 · Gennaro Andele

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