La procedura per il reclamo e la mediazione tributaria per qualsiasi tipo di atto

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Innanzitutto, il reclamo deve essere diretto all'ufficio che ha emesso l'atto (Direzione provinciale o alla Direzione regionale) e deve essere redatto dal contribuente intestatario dell'atto stesso, direttamente o tramite procuratore delegato. Se il valore della lite supera i 2.582,28 euro occorre obbligatoriamente delegare un avvocato difensore. La delega del procuratore o del difensore deve essere autenticata.

Per redigere il reclamo è consigliabile, ma non obbligatorio, utilizzare il modulo ricorso con istanza predisposto dall'Agenzia delle entrate, che contiene anche il testo dell'eventuale procura.

Il modulo è formato da due parti, uno è l'introduzione del ricorso, l'altro è il reclamo vero e proprio, ovvero l'istanza.

Gli elementi, di fatto e di diritto, su cui si basano il reclamo e le richieste di annullamento totale e parziale dell'atto, devono essere gli stessi utilizzati nel testo del ricorso, pena l'inammissibilità dell'intera procedura di reclamo.

Questo punto è fondamentale, tenendo conto che gli elementi utilizzati saranno poi gli stessi utilizzabili nell'eventuale successiva fase giudiziaria (che scatta automaticamente nel caso non venga raggiunto l'accordo), senza possibilità di integrazione se non in casi particolari.

Sul reclamo, in più', il contribuente può anche inserire una propria proposta conciliativa con ricalcolo dell'ammontare dovuto.

In allegato è bene inserire:

  • una copia dell'atto impugnato;
  • una copia di tutti i documenti utili a provare la fondatezza delle proprie ragioni. Questi documenti servono sia a consentire all'Agenzia delle entrate un completo esame della pratica ma diventano necessari per l'eventuale successiva fase giudiziale, quindi diventano parte integrante del fascicolo della causa in commissione tributaria.

In parole semplici, se ci sono dei documenti che si intende presentare in causa è bene allegare gli stessi al reclamo pre-causa, quindi fin da subito. Si può evitare di allegare solo i documenti citati nel reclamo già in possesso dell'ufficio dell'Agenzia delle entrate a cui ci si rivolge.

Successivamente, il reclamo va notificato all'ufficio che ha emesso l'atto, Direzione provinciale o Direzione regionale, in una delle seguenti modalità:

  1. raccomandata a/r in plico senza busta, senza segni o indicazioni dai quali si possa desumere il contenuto dell'atto;
  2. consegna diretta all'ufficio che rilascia ricevuta;
  3. a mezzo di ufficiale giudiziario con modi previsti dal codice di procedura civile.

Il reclamo va inviato o presentato entro 60 giorni dalla notifica dell'atto che si vuole contestare, e in tal senso fa fede, nel caso dell'invio postale, la data di spedizione della raccomandata.

In caso di reclamo che riguarda il rifiuto ad una domanda di rimborso, il termine di presentazione va dal novantesimo giorno dalla domanda di rimborso (presentata entro i termini) fino a quando si prescrive il diritto alla restituzione.

Ai fini del calcolo del termine si deve tener conto della sospensione dei termini processuali, attiva dal 1 Agosto al 15 Settembre di ogni anno. Questa sospensione non si applica, invece, nel corso della procedura della mediazione, che deve quindi perentoriamente chiudersi entro 90 giorni.

Infatti, dalla data di ricezione del reclamo da parte dell'ufficio scatta una fase amministrativa pre-processuale di 90 giorni entro i quali può essere o meno raggiunto un accordo.

Entro 90 giorni il reclamo potrebbe, infatti:

  1. essere accolto totalmente dall'ufficio, con annullamento dell'atto o comunque con approvazione dell'eventuale proposta del contribuente;
  2. non essere accolto con rielaborazione di una contro-proposta da parte dell'ufficio che viene sottoposta al vaglio del contribuente. Tale contro-proposta potrebbe anche essere una semplice riduzione delle sanzioni senza alcuna modifica del tributo. Nella fase valutativa l'ufficio può decidere anche di sentire personalmente il contribuente, ma ciò non è obbligatorio;
  3. non essere accolto con invio del diniego da parte dell'ufficio senza alcuna contro-proposta.

Nel primo caso, e nel caso in cui il contribuente accetti la contro-proposta dell'ufficio, la procedura di mediazione si può dire conclusa con successo.

In questo caso tutto si ferma e non c'è alcun passaggio, ovviamente, alla fase giudiziale.

La fase finale è la firma di un accordo tra le parti o l'accettazione della proposta.

Le eventuali sanzioni amministrative contenute nell'atto vengono, con l'accordo, ridotte del 40%. La procedura si perfeziona con il pagamento, entro 20 giorni dalla conclusione dell'accordo, delle eventuali somme dovute dal contribuente , ovvero della prima rata se viene stabilito un pagamento a rate.

Nel terzo caso, e comunque se il contribuente non accetta la contro-proposta dell'ufficio, la mediazione fallisce e si passa in automatico alla fase giudiziale alla fase giudiziale, la vera e propria causa in commissione tributaria.

In questo caso il contribuente dovrà, entro 30 giorni, costituirsi in giudizio.

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