L'agenzia delle entrate come legittimato passivo per quanto riguarda il reclamo e la mediazione tributaria riguardante una cartella esattoriale

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Per quanto riguarda il reclamo e la mediazione tributaria, occorre precisare quanto segue, con particolare riferimento alle controversie relative agli atti emessi dall'Agente della riscossione, quale, ad esempio, la cartella esattoriale, che, come accennato, di norma non rientra tra gli atti per i quali è prevista la fase di mediazione.

Se il contribuente solleva contestazioni attinenti esclusivamente a vizi propri della cartella esattoriale, quali, ad esempio, le eccezioni relative alla ritualità della notifica, la controversia non può essere oggetto di mediazione.

Nel caso in cui impugni la cartella esattoriale sollevando vizi riconducibili solo all'attività dell'Agenzia delle entrate e la relativa controversia sia di valore non superiore a ventimila euro, il contribuente deve preventivamente esperire il procedimento di mediazione.

Qualora il contribuente, in sede di impugnazione della cartella di pagamento, formuli eccezioni relative sia all'attività svolta dall'Agenzia sia a quella dell'Agente della riscossione, si possono verificare le seguenti ipotesi:

  1. Il contribuente notifica il ricorso solo all'Agente della riscossione. In questo caso, l'Agente della riscossione ha l'onere di chiamare in causa l'Agenzia delle entrate, considerato che il concessionario, nelle liti promosse contro di lui che non riguardano esclusivamente la regolarità o la validità degli atti esecutivi, deve chiamare in causa l'ente creditore interessato. In mancanza, risponde delle conseguenze della lite. Intervenendo in giudizio, la Direzione eccepisce, limitatamente alle contestazioni sollevate in relazione all'attività dell'Agenzia, l'inammissibilità del ricorso, in base al quale La presentazione del reclamo (i.e. istanza di mediazione) è condizione di ammissibilità del ricorso.
    L'inammissibilità è rilevabile d'ufficio in ogni stato e grado del giudizio. In subordine, la stessa Direzione si difende nel merito, mentre l'Agente della riscossione svolge la propria difesa per quanto concerne i vizi propri della cartella di pagamento, riconducibili quindi alla propria attività, non operando rispetto a questi la previsione di inammissibilità
  2. Il contribuente avvia la fase di mediazione nei confronti dell'Agenzia, senza notificare il ricorso all'Agente della riscossione. In ipotesi di mancata conclusione favorevole della mediazione, il contribuente potrà valutare l'eventuale prosecuzione del contenzioso.
  3. Il contribuente notifica il ricorso all'Agente della riscossione e contestualmente avvia la fase di mediazione con l'Agenzia delle entrate. Anche in tal caso il termine di trenta giorni per la costituzione in giudizio decorre dal giorno successivo alla scadenza di novanta giorni dal ricevimento dell'istanza ovvero dal giorno successivo alla data di comunicazione del provvedimento di rigetto dell'istanza o dell'atto con il quale l'Agenzia, prima del decorso di novanta giorni, accoglie parzialmente l'istanza.

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