Il reclamo e la mediazione dopo la riforma del processo tributario - il beneficio della riduzione delle sanzioni

Una novità di rilievo introdotta dalla riforma del processo tributario attuata dal governo grazie alla legge delega 23/2014, riguarda la riduzione delle sanzioni dovute a seguito dell'intervenuto accordo di mediazione, nella misura del trentacinque per cento del minimo previsto dalla legge.

La disciplina risulta più favorevole per il contribuente sotto un duplice aspetto: le sanzioni sono ridotte al 35 per cento (mentre in precedenza la percentuale era fissata al 40 per cento) ed irrogabili sulla base del minimo edittale previsto dalla legge (e non più in rapporto dell'ammontare del tributo risultante dalla mediazione).

La nuova percentuale si colloca quale entità intermedia tra le due misure, riduzione ad un terzo ed al 40 per cento, relative alle sanzioni previste, rispettivamente, per l'accertamento con adesione e per la conciliazione conclusa nel corso del primo grado di giudizio.

Inoltre, qualora la procedura di reclamo/mediazione abbia avuto ad esito l'annullamento o la revoca parziali dell'atto il contribuente può avvalersi degli istituti di definizione agevolata delle sanzioni previsti per l'atto oggetto di annullamento o revoca alle medesime condizioni esistenti alla data di notifica dell'atto, purché rinunci al ricorso. In tale ultimo caso le spese del giudizio restano a carico delle parti che le hanno sostenute.

Pertanto, il contribuente che abbia ottenuto l'accoglimento parziale del reclamo, previa rinuncia al deposito del ricorso con riguardo agli altri motivi di doglianza non accolti, è rimesso in termini per ottenere eventualmente la riduzione delle sanzioni ad un terzo prevista per l'accertamento con adesione e per la conciliazione giudiziale.

6 gennaio 2016 · Giorgio Valli

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