Anche l'autorità per la tutela della privacy ritiene legittima la raccolta e la pubblicazione di informazioni sui debitori provenienti dai pubblici registri

Con il provvedimento n° 211 del 19 luglio 2012 l'Autorità per la tutela della privacy ha ritenuto infondato il ricorso di "cattivo pagatore" che ha chiesto di ottenere la cancellazione dagli archivi di Experian Information Services S.p.A. delle informazioni che lo riguardavano relative ad un pignoramento immobiliare.

A giudizio dell'Autorità per la tutela della privacy, le informazioni trattate da Experian avevano per oggetto dati personali tratti da pubblici registri e quindi, in termini generali, utilizzabili senza il consenso dell'interessato ai sensi dell'articolo 24, comma 1, lettera c), del codice in materia di protezione dei dati personali, che di seguito si riporta a beneficio del lettore.

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