Ipoteca a garanzia del contratto di mutuo

Tutti i contratti di mutuo sono garantiti da un'ipote­ca sull'immobile da acquistare (articolo 38 del Testo uni­co in materia bancaria decreto legislativo 385/1993). L'ipoteca garantisce l'istituto che ha erogato il finanziamento in caso di insolvenza: infatti, gli dà la possibilità di espropriare il bene e di rivenderlo nel caso in cui il cliente non rimborsi il suo debito.

Oltre all'ipoteca possono essere chieste garanzie aggiuntive, come la fideiussione di un terzo e il pegno su titoli.

L'im­porto erogato del mutuo effettivamente concesso al mutuatario sarà pari all'importo finanziato, su cui sono calcolate le rate, meno l'imposta sostitutiva sul finanziamento pari allo 0,25% del capitale finanzia­to (al 2% per acquisto, costruzione o ristrutturazio­ne di immobili diversi dalla prima casa).

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  • Annapaola Ferri 24 giugno 2012 at 19:20

    Non tutti lo sanno, ma la data concordata con il notaio per il rogito sull'acquisto della casa e l'atto di stipula del finanziamento può incidere notevolmente sugli interessi del mutuo. Infatti all'aumentare del tempo trascorso dalla data di stipula a quella di decorrenza, ovvero l'inizio effettivo del piano di rimborso, aumentano anche gli interessi di preammortamento tecnico.

    La data di decorrenza viene stabilita da ciascuna banca in modo differente. Alcuni istituti fanno partire il piano di ammortamento il primo giorno del mese, con un periodo massimo di preammortamento pari a 30 giorni. Altri, invece, prevedono più date di decorrenza nel mese e quindi un periodo di preammortamento massimo di dieci giorni. Vi sono infine banche che fissano la decorrenza a partire dal primo giorno del secondo mese solare successivo alla data stipula, esponendo così il cliente al rischio di pagare fino a 60 giorni di interessi di preammortamento.

    Chiaramente ciascuna banca fisserà una data di decorrenza a seconda delle proprie esigenze di tesoreria e della valutazione dei rischi in caso di mancato pagamento della rata. Non si dimentichi, infatti, che al momento della stipula, l'istituto di credito ha già prestato il capitale, ma il piano di restituzione non è ancora partito. Proprio per questo, a differenza di altri costi accessori legati ai mutui, sul preammontamento tecnico le banche si mostrano piuttosto intransigenti. A ciò va aggiunto che, in tempi di crisi, con un calo delle erogazioni dei mutui pari al 45%, come riportato dai dati Crif, è possibile che alcune banche cerchino di alzare il periodo di preammontamento.

    Il consiglio, dunque, di scegliere una data di stipula del mutuo il più possibile vicina a quella dell'inizio del piano di ammortamento, in modo tale da ridurre o addirittura azzerare i giorni in cui maturano gli interessi di preammortamento tecnico.