Quando il Comune paga l'affitto dell'inquilino moroso [Commento 2]

  • anto55 2 luglio 2016 at 10:34

    Sono senza lavoro da circa sei anni. Per due volte ho avuto il contributo regionale che è stato consegnato al proprietario. Ora ho uno sfratto esecutivo già convalidato anche perchè , per motivi di salute, non ho potuto presentarmi all'udienza e neppure ho potuto avere un avvocato difensore perchè quello contattato non ha voluto rappresentarmi visto che non potevo pagarlo.

    Non solo non ho trovato un'altra abitazione ma mi è stata consegnata, in data 30 giugno 2016, l'intimazione di lasciare la casa entro l'11 luglio 2016. Ho gravi difficoltà fisiche e psicologiche, non ho il denaro per pagare gli arretrati, nè quello per affittare un'altra casa.

    Cosa posso fare almeno per rimandare lo sfratto esecutivo fino a fine anno? Sono disperata aiutatemi con qualche consiglio.

    • Simone di Saintjust 2 luglio 2016 at 12:27

      Circa quindici o venti giorni dopo l'udienza di convalida dello sfratto, all'inquilino moroso viene notificato l'atto di precetto, con il quale il giudice ordina di lasciare libera la casa entro dieci giorni.

      Seguirà, fra circa un mese, la notifica dell'ufficiale giudiziario, il quale comunicherà il giorno e l'ora in cui si presenterà per eseguire materialmente lo sfratto, liberare la casa e sostituire la serratura della porta d'ingresso.

      Nel mese che intercorre fra la notifica del precetto e la comunicazione dell'ufficiale giudiziario sarebbe meglio che l'inquilino contattasse un assistente sociale per chiedere l'intervento del Comune. Durante il colloquio con l'assistente sociale è cosa buona dimostrare, anche attraverso documentazione, la condizione di disoccupazione o di cassa integrazione che ha impedito il pagamento dell'affitto. L'amministrazione comunale può intervenire per aiutare lo sfrattato a trovare una sistemazione logistica, anche temporanea.

      Se anche questo tentativo dovesse andare a vuoto, l'unica via di uscita, per guadagnare tempo, è quella di farsi trovare a letto dall'ufficiale giudiziario, con un certificato medico che attesti una condizione patologica di intrasportabilità del paziente.

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