Qualcosa si muove?

Forse gli elettori hanno solo differito il voto ad oggi.

Probabilmente ha ragione la Rodotà in questo articolo-video sul Corriere della Sera.

Ma io che da dodici anni esprimo il mio dissenso attraverso il non voto, mi sento meno sola, stamani, quando leggo che l'affluenza è in calo di oltre 4 punti percentuali.

Comincio ad avere un minimo di speranza.

Sarà un segnale?

La gente ha cominciato davvero a capire che non bisogna lottare per entrare a far parte della casta, ma è necessario fare qualcosa per estirparla dalla nostra società?

Gli elettori sono stanchi di esser presi in giro da una classe politica che non gli riconosce nemmeno più il misero diritto ad esprimere una preferenza?

Vota, senza fare troppe storie!

Mi voti questa perchè è carina, quest'altra perchè ero amico del suo papà, questa perchè me la scopo....

A questo gran figlio di puttana, lo so che è tale, gli dai il voto sennò perdo una fascia di elettorato, soprattutto al Nord-est.

A quest'altro pazzo che discetta delle teorie più strampalate, il voto glielo dai perchè scrive su un giornale importante. E il suo pensiero è ormai trend nei circoli accademici che contano. Si lo so che invece del voto meriterebbe altro. Per lui la casta è l'usciere, il commesso del Ministero che si assenta per andare ad arrotondare uno stipendio da fame. Nulla ha da dire sulle risorse finanziarie sperperate da una pletora di dirigenti che, quando va bene, hanno un senso dello Stato uguale a quello che può avere un contadino verso la propria mucca da mungere.

E visto che ci sei, mi voti anche questa.

Ma dai, siamo pazzi? E' la moglie di quello che ci ha sommersi nella spazzatura ...

Embè? Tu votala. Non mi vorrai fare il qualunquista adesso ...

Già. Qualunquista.

Se hai dentro di te un briciolo di dignità che ti impone di non recarti a votare, sei un lurido qualunquista.

Se decidi, ormai disgustato, di non esprimere più il tuo diritto di voto, perchè è in realtà un diritto che non hai, diventi un cittadino di serie B. Uno che non compie il proprio dovere.

Paradossale!

Questi politici hanno perso il senso della misura, il contatto con la realtà.

E la colpa è solo nostra. Fin quando ci sorregge la speranza di entrare a far parte di questo sistema perverso, di diventare amico, cliente, nipote di uno che conta, non troviamo il coraggio di ribellarci ad essere impunemente violentati nel corpo e nell'anima.

Diritti fondamentali minimi quali l'assistenza ai malati, il lavoro, una casa, la pensione per una vecchiaia dignitosa, ci sembrano chimere, elemosine da ricevere in cambio della fedeltà al signore di turno.

Ed il voto è solo il momento in cui devi avere la capacità e la fortuna di scegliere la parte giusta. Quella dei vincitori.

Intanto, nell'attesa dei risultati, che nulla cambieranno, mi guardo un po' di video scaricati da youtube.

Accompagnata dalle celebri note degli Intillimani....

al ritmo di un pezzo musicale travolgente (se qualcuno ne conosce il nome me lo scriva, per favore, che lo scarico subito).

insieme all'indimenticabile Totò e nella speranza che almeno i "papponi" ce li lascino scegliere...

14 aprile 2008 · Patrizio Oliva

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