Pubblicità ingannevole nel settore finanziamenti

Riprendendo un commento di Lorena sull'articolo relativo all'apertura di una istruttoria da parte dell'ANTITRUST a carico di MONCLICK. vale forse la pena rilevare che, da un'analisi dei dati degli ultimi interventi, risulta evidente come l'Antitrust abbia verificato una crescita "allarmante" di forme di pubblicità ingannevole proprio nel settore dei finanziamenti fuori dal circuiti bancario. Si tratta di pratiche ancor più pericolose perchè - come rileva l'Authority - dirette a soggetti che, presumibilmente, versano in una situazione di particolare debolezza psicologica dovuta alle proprie condizioni economiche ed alla difficoltà di ricorrere ad altri canali di finanziamenti più tradizionali ed ufficiali.

Molte offerte sono caratterizzate da una grave mancanza di completezza e chiarezza delle informazioni a partire dal costo reale del finanziamento, ma anche per i tempi di erogazione e l'identità di chi lo eroga.

Spesso il messaggio pubblicitario lascia intendere che la finanziaria possa erogare direttamente il prestito mentre invece svolge solo una funzione di mediatore creditizio: chi chiede il denaro non ha dunque, al contrario di quanto lasciano credere le pubblicità, alcuna certezza sulla tempistica e sulla concreta possibilità di ottenere il prestito stesso, che dipende dall'ente erogante e non può quindi essere garantita. Per questo promesse come quella di avere il finanziamento in “tempi rapidi”, interpretate dai consumatori nel senso di poter ottenere ciò che tramite gli altri canali è loro precluso, sono state ritenute ingannevoli.

Secondo l'Antitrust, inoltre, i messaggi, anche se riportano una tabella con alcuni esempi di prestiti e relative rate di rimborso, spesso non indicano gli elementi essenziali da cui ricavare gli esatti costi del finanziamento. Il TAN e il TAEG, indicatori che consentono al consumatore di valutare e calcolare l'esatto importo dell'intera operazione finanziaria, sono riportati infatti, il più delle volte, con modalità tali da renderne impossibile la lettura. L'assenza di indicazioni puntuali sul TAEG, in particolare, non consente al consumatore di effettuare una valutazione adeguata della effettiva convenienza dell'offerta perché lo priva di uno strumento per conoscere il costo complessivo dell'operazione e cioè il costo comprensivo degli interessi e di tutti gli oneri da sostenere per la fruibilità del credito.

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24 novembre 2007 · Patrizio Oliva

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