Provvedimenti fiscali - Rateazione con Agenzia delle Entrate e riduzione aggio per Equitalia

Nell'ambito delle deleghe fiscali conferite al governo dalla legge 23/14, sono stati approvati, con il decreto 83/15, numerosi ed importanti provvedimenti in materia di accertamento con adesione, accertamento esecutivo, rateazione ed aggio per il concessionario della riscossione.

Rateazione con l'Agenzia delle entrate

Per quanto attiene i piani di rientro rateali concordati con l'Agenzia delle entrate viene introdotto il principio del ‘lieve inadempimentò, secondo cui non è prevista la decadenza della rateizzazione nel caso di ritardo del versamento fino a 5 giorni, o di un minor versamento fino al 3% del dovuto con un limite massimo di 10.000 euro.

Accertamento con adesione

In caso di definizione concordata dell'accertamento (accertamento con adesione) il pagamento può essere effettuato in quattro anni, anziché tre, con un minimo di otto rate e un massimo di sedici.

Avviso di accertamento esecutivo

L'avviso di accertamento diventa esecutivo. Viene poi introdotta la possibilità di utilizzare la posta elettronica, oltre che la semplice raccomandata, per comunicare al contribuente l'affidamento delle somme da parte dell'ente creditore all'agente della riscossione.

Rateazione con agente della riscossione

Viene espressamente stabilito che l'agente della riscossione concede la dilazione del pagamento delle somme iscritte a ruolo, fino ad un massimo di 72 rate mensili, dietro semplice richiesta del contribuente che dichiari di versare in una situazione temporanea di difficoltà. Per somme superiori a 50 mila euro la dilazione può essere concessa solo se il contribuente fornisce adeguata documentazione.

Riduzione aggio per agente della riscossione

L'aggio per i concessionari della riscossione è sostituito dagli oneri di riscossione, che sono commisurati agli effettivi costi del servizio e che comunque non possono superare il 6% del riscosso (oggi l'aggio è all'8%).

27 giugno 2015 · Giorgio Valli

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Commenti e domande dei lettori

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  • vincenzo 27 luglio 2015 at 16:06

    Gentilmente chiederei un chiarimento riguardo l'accertamento con adesione o qualche altra procedura per raggiungere un'intesa con l'agenzia delle entrate, unico creditore, per saldare subito tutto il debito con una riduzione delle sanzioni, interessi ed oneri.

    Premetto che si tratta di un debito originario di circa 74 mila euro, per imposte a partire dal 2004 fino al 2009, che per effetto di sanzioni, interessi e aggio è arrivato ad una iscrizione a ruolo da parte di Equitalia pari al doppio.

    E' stata fatta una rateazione che, però , è stata revocata per mancato pagamento di 8 rate, con la conseguente iscrizione di ipoteca sulla prima casa adibita ad abitazione principale.

    L'unica via prevista da Equitalia sarebbe quella di rifare la rateazione in 72 rate entro il 31 Luglio, ma sarebbe troppo onerosa e, inoltre, si arriverebbe ancora ad una nuova revoca, perchè le condizioni economiche non consentono di fare fronte a tutto il piano di rateazione oltre un certo periodo copribile con la liquidità disponibile.

    Volevo capire se, considerando si tratta di un solo creditore (cioè l'Agenzia delle Entrate), fosse possibile in qualche modo proporre di pagare tutto il debito delle cartelle al 100% e negoziare una riduzione delle sanzioni, interessi, oneri e aggio. Ho letto qualcosa a proposito dell'accertamento con adesione o del patto del consumatore, ma vorrei capire se ci possa essere qualche possibilità data la suddetta situazione.

    • Annapaola Ferri 27 luglio 2015 at 19:50

      Per l'accertamento con adesione è ormai tardi, essendo stato il debito iscritto a ruolo.

      Può invece considerare la possibilità di ricorrere alla legge 3/2012 per la composizione delle crisi da sovraindebitamento, presentando un piano in qualità di soggetto consumatore.

      Può iniziare a leggere questa sezione ed in particolare questo articolo. Il debito IVA va pagato per intero, mentre per il resto bisogna fare una proposta di rientro con rate sostenibili convincendo il giudice che di più non può pagare in base alle proprie capacità reddituali e patrimoniali.